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ALITALIA/ Poste e il vicolo cieco che avvicina Etihad

Per RICCARDO GALLO, l’amministratore delegato di Poste, Caio, si è messo in un vicolo cieco perché ha ritenuto di avere un margine di manovra molto superiore a quello che in realtà ha

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Francesco Caio, amministratore delegato di Poste Italiane, nel weekend ha avuto una lunga conversazione telefonica con James Hogan, numero uno di Etihad, per parlare di Alitalia. I due hanno discusso delle possibili sinergie industriali e si sono trovati molto in sintonia sul futuro della compagnia italiana. “Poste continua a lavorare sull’accordo”, ha tranquillizzato Maurizio Lupi, ministro dei Trasporti. Il premier Renzi sta però cercando anche di costruire un’ipotesi alternativa, un’intesa senza le Poste, di cui ha discusso con Giovanni Castellucci, ad di Atlantia, e Federico Ghizzoni, ad di Unicredit, entrambi azionisti di Alitalia. Ne abbiamo parlato con Riccardo Gallo, professore di Economia applicata all’Università La Sapienza di Roma.

Partiamo dall’aumento di capital di Alitalia da 250 milioni. A metterci i soldi saranno le Poste?

L’amministratore delegato di Poste, Francesco Caio, si è messo in un vicolo cieco perché ha ritenuto di avere un margine di manovra molto superiore a quello che in realtà ha. Le Poste sono una Spa prossima alla quotazione in Borsa, ma Caio è stato nominato per fare il boiardo di Stato.

Quali saranno le conseguenze per l’aumento di capitale?

Caio ha detto che può fare l’aumento di capitale solo secondo logiche di mercato. L’ad di Poste però non è stato nominato con procedure coerenti a logiche di mercato, bensì con decreto del ministro dell’Economia che ha deciso secondo logiche pubbliche, governative e politiche. Caio avrà anche un ottimo curriculum, ma la logica che ha seguito la sua nomina non è stata di mercato, e ora non può derogare e ispirarsi a logiche di mercato.

È giusto che Poste Italiane cerchi un trattamento privilegiato, investendo nella nuova società che nascerà con Etihad e non in Alitalia?

In effetti sarebbe stato più giusto investire nell’attuale Alitalia. Se però fosse stata accettata la proposta dell’ad di Poste, Etihad sarebbe risultato azionista di riferimento violando quindi le regole Ue. La proposta di Caio era apprezzabile nelle intenzioni, ma sarebbe risultata sbagliata e non coerente con la logica che ha portato alla nomina di Caio alle Poste.

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