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FINANZA E POLITICA/ I due alleati dell’Italia che Renzi “snobba”

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

L’altro alleato possibile di Renzi è un economista romeno quasi coetaneo del nostro Presidente del Consiglio, Liviu C. Andrei. Insegna a Bucarest alla Scuola nazionale della Pubblica amministrazione. Le sue pubblicazioni sono principalmente in rumeno ma un saggio in ingleseEconomic Convergence, apparso in Internal Auditing and Risk Management Year IX No.2 June 2014, merita attenzione se non altro al fine di fornire suggerimenti tattici che potrebbero consentire di non tornare a casa a mani vuote da ogni riunione a Bruxelles.

Il lavoro analizza in modo stilizzato la “teoria dell’integrazione economica” formulata da Bela Balassa (fu mio professore) nel 1961, pochi anni dopo essere scappato dall’Ungheria. Spesso si dimentica che è una “teoria in stadi”: per giungere a un’area valutaria ottimale da un mercato comune si deve passare attraverso lo stadio della convergenza. Altrimenti all’area valutaria ottimale non si giunge mai e la moneta unica prima o poi scoppia. È una tesi antica ma su cui ha lavorato, quando era giovane, anche il ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan. Occorre - sostiene Andrei pensando agli Stati dell’Europa centrale e orientale diventati soci dell’Ue - tirarla fuori dal cassetto e porla tra i primi temi di dibattito.

Sta alla maestria di Renzi coniugare i marchingegni giuridici di Beukers con il “Balassa riscoperto” di Andrei. Potrebbe essere una pedina utile per rimettere il Continente vecchio sul percorso di crescita.

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