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Economia e Finanza

ALITALIA/ Caro ministro Lupi, su esuberi ed Etihad i conti non tornano

Maurizio Lupi (Infophoto)Maurizio Lupi (Infophoto)

Vede Ministro, la sensazione che si ha di tutto questo bailamme mediatico è quella di essere alla vigilia di una replica dell'annus horribilis. Sì, perché molte cose non tornano: l'unica cifra che si dà in pasto alla stampa è quella dei 2.200 e passa esuberi, di cui circa 800 tra i naviganti. Il resto è non buio pesto, ma numeri che non collimano. A partire dal “contributo” dell'emiratina Etihad che da 600 milioni, stando a certe Sue dichiarazioni, è prima raddoppiato a oltre 1,2 miliardi per poi ridiscendere a 500 milioni e passa. La sensazione è che Lei abbia fatto un po' di confusione e, come riscontrato anche su Il Sole 24 Ore, moltiplicato erroneamente lo stanziamento iniziale. Perché dovrebbe spiegare come 600 milioni possano risanare una società che versa in un debito gigantesco con le banche e che quest'anno ha battuto il record di deficit di 70 anni di storia “Alitalia”.

Crede che i “patrioti” o le banche rimetteranno le mani al portafoglio dopo aver fatto tutto il possibile per non puntare a un vero sviluppo nell'arco di 5 anni? Crede veramente che l'immissione di soli 6-8 velivoli di lungo raggio possa far diventare la compagnia “la più grande del mondo” come Lei afferma? Con oltre 20 aerei a terra anche se di medio raggio? E poi, da dove saltano fuori esuberi se, per esempio, per quanto riguarda il personale navigante i voli partono spesso sotto organico per mancanza di personale? Gli emiratini dovrebbero farsi carico di tutto questo “sogno” da Lei augurato con solo il 49% del capitale? Non mi risulta siano un istituto di beneficenza, ma se fosse vero ciò allora dovrebbero avere il mano il timone, pardon la cloche, dell'aereo... quindi che ne facciamo delle leggi Ue? Perché se Alitalia deve ingrandirsi e diventare un vettore globale può farlo solo attraverso una fusione con Etihad e quindi al di fuori delle norme europee.

Lei giustamente si augura la ricollocazione degli esuberi eventuali: ma dei quasi 2.000 del 2008 che adesso a breve si ritroveranno senza lavoro né soldi e oltretutto a un'età pure impossibile per inserirsi nel mercato del lavoro, che ne facciamo? Eppure tutto il disegno venne partorito da un Governo sostenuto da un maggioranza della quale pure Lei faceva parte, ricorda?

Infine, caro Ministro, come mai di questo “mirabolante accordo” non si riesce a sapere quasi nulla, anche se è stato sottoscritto dalle parti? Non vorremmo, come nel 2008, ritrovarci con il solito dilemma “da una parte il baratro del fallimento, dall'altra uno sviluppo in nome dell'italianità”, disco che nel 2008 divenne il mantra di un'operazione che è costata all'Italia più di 6 miliardi di euro e il cui fallimento ha come unici “colpevoli” i “soliti” lavoratori.

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COMMENTI
03/07/2014 - Io aspetto fiducioso (Antonio Ferri)

Ci penserà la CEE a sgonfiare questo pallone e riportare tutti quanti con i piedi per terra, basta aspettare.

 
03/07/2014 - Questione di competenza (Giuseppe Crippa)

Alle domande del signor Gazzoli al ministro Lupi aggiungerei la seguente: Perché Lei, Ministro alle Infrastrutture, non lascia la gestione della trattativa sindacale (e quella della comunicazione in merito) al Ministro del Lavoro, unico competente in materia, e si astiene finalmente da ogni dichiarazione sulla vicenda? Rispondere “Sì” La esonererebbe poi dal rispondere alle domande scomode di Gazzoli...