BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ALITALIA/ Caro ministro Lupi, su esuberi ed Etihad i conti non tornano

Pubblicazione:giovedì 3 luglio 2014

Maurizio Lupi (Infophoto) Maurizio Lupi (Infophoto)

Caro Ministro Lupi,

mi vedo costretto purtroppo a riscriverLe una lettera aperta perché certe recenti Sue dichiarazioni sulla faccenda Cai mi hanno fatto capire un paio di cose. Anzitutto che Lei deve aver visto con i suoi occhi il celeberrimo piano di “rinascita” ma continua a nascondercene i particolari. In seconda battuta, una sua dichiarazione resa al TG2 mi è parsa bella nei suoi intenti, ma decisamente irreale nella cultura politica che Lei possiede o dovrebbe possedere. Partiamo da quest'ultima: bello, lo ripeto, prendersi a cuore le professionalità di un settore ad altissima tecnologia e augurarsi la sua collocazione in altre realtà, ma le stesse, stessissime promesse erano state fatte nel 2008, quando di colpo si tagliarono 10.000 persone (calcolo anche le circa 3.000 a contratto a tempo determinato a cui non venne rinnovato), di cui gran parte erano gli eredi di un know-how che costituiva il bene più prezioso dell'ex compagnia di bandiera.

Già nel 2005 si iniziò, sotto la direzione di Cimoli (se lo ricorda?), la distruzione dell'area di manutenzione attraverso prepensionamenti vari che portarono questo settore (invidiatoci persino dai tedeschi) a un tramonto irrimediabile. Ma nel 2008 l'operazione si completò, sempre con l'augurio di un futuro sviluppo di Cai, fatto che avrebbe reinserito personale qualificatissimo in area lavorativa.

Questo dicevano i famosi accordi del settembre di quell'anno: subito smentiti da un ulteriore accordicchio con le organizzazioni sindacali confederali che in pratica consentì a Cai di attingere non dal bacino Cigs, ma assumendo personale ex novo. In due mosse si fece fuori un capitale umano e si buttarono dalla finestra non solo persone, ma anche una valanga di soldi spesi per la loro preparazione: si pensi che la formazione di un pilota costa alla compagnia più di mezzo milione di euro nell'arco della sua vita lavorativa; stesso ragionamento si può fare per altre qualifiche, che aggiungono un valore ancora più inestimabile, l'esperienza.

Processi di ricollocazione vennero tentati, specie dalla Regione Lazio, ma purtroppo la ri-formazione si limitò a uno screening che durò lo spazio di un mattino, data la mancanza di fondi. Lei sa come poi finì la stessa Regione Lazio, capitanata da una ex sindacalista che proprio grazie alle firme poste su accordi alquanto “originali” della faccenda Alitalia si guadagnò la carica di Presidente.


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
03/07/2014 - Io aspetto fiducioso (Antonio Ferri)

Ci penserà la CEE a sgonfiare questo pallone e riportare tutti quanti con i piedi per terra, basta aspettare.

 
03/07/2014 - Questione di competenza (Giuseppe Crippa)

Alle domande del signor Gazzoli al ministro Lupi aggiungerei la seguente: Perché Lei, Ministro alle Infrastrutture, non lascia la gestione della trattativa sindacale (e quella della comunicazione in merito) al Ministro del Lavoro, unico competente in materia, e si astiene finalmente da ogni dichiarazione sulla vicenda? Rispondere “Sì” La esonererebbe poi dal rispondere alle domande scomode di Gazzoli...