BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SPY FINANZA/ La "croce" dei mercati che avvicina una guerra

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Infophoto  Infophoto

Nel dettaglio, la banca d’affari ha stimato una probabilità superiore al 40% che il tasso di inflazione resti al di sotto dell’1% a fine 2015 e una probabilità del 30% che resti sotto tale soglia anche alla fine del 2016, mentre le probabilità che l’indice dei prezzi al consumo rimanga sotto il target del 2% nel prossimo biennio sono pari al 70%-80%. «Per questo motivo, riteniamo che non solo i rischi di deflazione siano importanti, ma anche quelli di prolungata bassa inflazione che possono compromettere l’economia reale soprattutto in presenza di un elevato tasso di indebitamento pubblico e privato», ha concluso BofA-Merrill Lynch nel suo report. Ovvero, lo scenario di potenziale deflazione conclamata prospettato da Martin Wolf nel suo editoriale e che potrebbe palesarsi se le banche centrali seguissero il consiglio della Bri di ritirare le politiche monetarie di stimolo troppo presto e troppo in fretta.

Che fare, quindi? La domanda è di quelle da un milione di dollari, perché sia le ragioni economiche di fondo della Bri che il pragmatismo di Martin Wolf hanno torti e ragioni: il problema, a mio modo di vedere, è tutto di equilibri. Da un lato ci sono la Fed che ha dato vita al “taper”, ovvero ritirando parte del denaro che riversava mensilmente sul mercato attraverso l’acquisto di assets, e la Bank of England che ha dato vita al suo Qe per le piccole e medie imprese, “Lending for funding”, e ora comincia a parlare di rialzo dei tassi sul medio termine, dall’altro la Bank of Japan in pieno diluvio di acquisti e la Bce che ancora deve operativamente decidere qualcosa, al netto dell’abbassamento dei tassi e della non sterilizzazione degli acquisti obbligazionari del programma Smp: un equilibro molto precario ma che potrebbe rappresentare l’unica alternativa possibile a mosse troppo azzardate in un senso o nell’altro, ovvero bilanciare stimoli e restrizioni alla ricerca di una prezzatura reale - non il mark-to-market che implicherebbe una correzione shock del 30% -, ancorché non ingestibile nei suoi rischi di downside delle equities globali.

Il timore, però, è che gli eventi geopolitici in atto possano funzionare da acceleratore come negli incendi dolosi: il Giappone ha infatti visto una crescita del 5% nel primo trimestre di quest’anno ma il dato del secondo potrebbe essere devastante, anche un -6% visto che i consumi interni si sono completamente schiantati dopo l’aumento dell’Iva del 1 aprile scorso. Ricordate la “death cross” che vi ho mostrato prima, con una profondità della curva tale o si agisce come cardiochirurghi non sbagliando una mossa ma, anzi, contemperando le varie politiche, oppure ci si schianta. Ma trattandosi di economie concorrenti, cui occorre unire la Cina con il suo sistema bancario ombra sempre più traballante e la fame di liquidità che rischia di spingere la Pboc a dar vita sua volta a manovre di stimolo per evitare default a catena nel ramo corporate e prima margin calls che vadano a intaccare le operazione repo, appare impresa che rasenta il miracolistico.

C’è un’unica opzione per sanare questi squilibri senza devastare del tutto i mercati: una guerra. E temo sia in arrivo. Questo è il mio pensiero, mi piacerebbe che questa riflessione diventasse argomento di dibattito tra i tanti - e ben più autorevoli di me - collaboratori in tema economico-finanziario de ilsussidiario.net



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
03/07/2014 - Gli idioti che ci portano nel vicolo cieco... (Pietro Sita)

Gli idioti che ci portano nel vicolo cieco sono gli stessi che fanno la guerra per uscirne e segnatamente sono: grandi finanzieri, petrolieri, costruttori di armamenti, politici corrotti dai primi e militari. Problema: a pagare siamo noi come sempre è successo in tutte le guerre. Se pensiamo che il segnale della guerra sia la consegna degli F35 stiamo tranquilli: servono solo a distribuire un po' di mazzette tra alti papaveri militari e non. Sono bare volanti assolutamente inadatte a volare tanto meno a combattere:fossi un pilota diserterei!!! A chi non ha i capelli bianchi ricordo lo scandalo Lockheed del 1976 (la Lockheed è la stessa che costruisce gli F35). A me è parso veramente strano che pochissimi giornalisti abbiano ricordato e sottolineato questo parallelo:forse per non disturbare la suddivisione del bottino. Il lupo perde il pelo ma non il vizio, le mazzette non le paga solo Finmeccanica. Chi non conosce questa storia si può informate qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Scandalo_Lockheed Buona notte suonatori!!!

 
03/07/2014 - Idiozia dominante (Vittorio Cionini)

La guerra é sicuramente una idiozia ma é l'unico "rimedio" che gli uomini conoscono quando si sono infilati nel vicolo cieco di situazioni troppo complicate per essere gestibili. C'é da chiedersi se sono più idioti quelli che portano nel vicolo cieco o quelli che cercano di uscirne facendo la guerra. Sbagliato é certamente non parlarne e trovarci impreparati. Per esempio, per avere una idea di quanto tempo abbiamo, qualcuno sa se gli F35 li paghiamo in anticipo oppure alla consegna ? Buona fortuna a tutti Vittorio Cionini

 
03/07/2014 - (Another) Idiot Economist Says We Need "Major War" (Pietro Sita)

mi scuso ma mi sono dimenticato di inserire il link. Provvedo subito http://www.zerohedge.com/news/2014-07-02/yet-another-idiot-economist-says-war-good-economy

 
03/07/2014 - (Another) Idiot Economist Says We Need "Major War" (Pietro Sita)

Per amor del cielo con cominciamo con queste fesserie che le guerre risolvono le crisi economiche. Sono i neo.con anglosassoni che sostengono questa fesseria e solo per ignoranza o convenienza di breve. Le guerre sono sempre state iniziate per distogliere l'attenzione dei popoli dai problemi contingenti e per evitare disordini interni. Le conseguenze sono sempre state: morte devastazione e miseria. I periodi migliori, in tutte le epoche sono stati quelli in cui ci sono stati lunghi periodi di pace. Punto e basta! Attualmente è necessario riequilibrare gli squilibri che si sono creati dal dopoguerra ad oggi causati dalle politiche monetarie americane. Con lo smantellamento del Gold Standard nel 1973 si sono rotti gli argini. Non voglio fare un trattato ma bisogna capire le origine degli squilibri e della crisi per risolverla. Le guerre sono gli strumenti di politici, consiglieri e militari idioti. Consiglio vivamente la lettura di questo articolo su ZeroHedge (Bottarelli lo conosce benissimo) e semmai i prossimi articoli li scriva spiegando le VERE conseguenze delle guerre e non i risultati che sperano di ottenere questi lobotomizzati!!!!