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Economia e Finanza

SCENARI/ Sapelli: Germania, un "assalto" che può portarci alla rovina

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Non è un caso che la signora Merkel abbia alzato la bandiera di un mondo libero dalle intercettazioni degli infami Stati Uniti d’America nel luogo dove la democrazia regna sovrana, ossia nella Pechino patria dei diritti umani e delle alleanze strategiche con tutti. E non è un caso che la Germania - e uso il termine della Germania per indicare come sia unito l’establishment intorno a madama Merkel senza distinzione di colore politico - faccia tutto ciò dinanzi al disegno imperiale degli Usa e al configurarsi dell’accordo transatlantico Ttip. Sia ben chiaro: da quel poco che si conosce, l’articolazione tecnica del trattato è gravemente lesiva degli interessi dell’industria esportatrice verso gli Usa ed esprime bene il tentativo di imporre standard merceologici e tecnici a tutti i partner europei, in realtà adatti su misura solo per gli Usa.

Tutti i possibili alleati sinora tacciono, vista la delicatezza della situazione internazionale, vista la crisi ucraina e quella arabo-israeliana. Invece Der Spiegel e Die Zeit hanno attaccato frontalmente il trattato in sintonia con il mood lanciato dalla signora Merkel. C’è da chiedersi come tutto questo si rifletterà in Europa e come si comporteranno i tedeschi, a cominciare dalla Bundesbank, nei confronti dei problemi crescenti che la deflazione sta creando nel continente. Siamo alla frutta e chi si illude che la Spagna rappresenti un modello alternativo, come si legge questi giorni sulle pagine italiche, deve al più presto buttarsi sotto una doccia per rinsavire.

Il banco di prova sarà l’atteggiamento che la Germania terrà nei confronti di Putin e come si comporterà in merito alle sanzioni che tra mille problemi e incertezze si stanno approntando nei suoi confronti. Quello che è certo è che Berlino non farà quello che deve fare, ossia intraprendere una via radicalmente diversa tanto economica quanto politica: condividere sovranità e abbandonare l’ordoliberalismus; riaprire immediatamente il dialogo con gli Stati Uniti su basi negoziali e diplomatiche. Solo la diplomazia ci può salvare e non c’è più posto per assalti solitari al potere mondiale. Quest’ultimo rischia di finire nelle mani del nuovo Califfato se l’Occidente non ritroverà la sua unità. Russia e Stati Uniti compresi, naturalmente.

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