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ALITALIA/ Sea, low cost e gli altri mali italiani

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5) Gli aeroporti aperti al traffico commerciale sono oltre 40 e in continua crescita. Una simile polverizzazione aeroportuale non esiste in nessuna nazione d’Europa se si esclude la Grecia per via delle sue numerose isole. Nonostante i proclami dei Governi che si sono succeduti che affermavano la volontà, mai messa in pratica, di ridurre gli scali. La Francia dispone di uno scalo ogni 14mila mq di superficie, la Spagna ogni 12 mila, mentre nel nostro Paese ce n’è uno ogni 7 mila. È cosi che, tranne gli scali più grandi, il resto vive di sussidi pubblici.

Dunque scali in crisi e compagnie in difficoltà o fallite. Oltre ad Alitalia ci sono Meridiana, Air Italy, WindJet, Livingstone, ecc. È naturale che lo stivale sia invaso da vettori stranieri e che gli scali più gettonati per i voli intercontinentali siano Parigi, Londra, Francoforte e Zurigo. Ma è grazie a questi se possiamo muoverci in tutto il mondo e se, spesso, troviamo pure tariffe meno care e servizi migliori di quelli dei nostri vettori nazionali.



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