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SPY FIAT/ L’Opa che può regalare a Volkswagen un “sogno”

Nelle ultime settimane continuano a rincorrersi i nomi di possibili alleati per Fiat Chrysler, fino al matrimonio con Volkswagen. Il commento di FRANCO OPPEDISANO

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Prima con Psa, poi qualcuno ha fatto l’ipotesi di Opel, si è parlato di intesa con Suzuki e ora anche Volkswagen si è aggiunta al coro dei possibili pretendenti. Perché sembra che Fca debba fidanzarsi a tutti i costi per non restar zitella. Ma scommettiamo che il matrimonio tra Peugeot-Citroen - pardon: Psa - e Fiat - pardon: Fca - non si farà? Due aziende che hanno capacità produttive in eccesso non risolvono certo i loro problemi mettendosi insieme. E non c’è motivo per cui né gli Agnelli, né Marchionne debbano entrare in una compagine azionaria complicata dalla contemporanea presenza di una famiglia, dello Stato francese e di un produttore cinese. E a proposito di Cina: per quale motivo i francesi dovrebbero spartire con gli italiani - pardon, italoamericani - un mercato sul quale riescono a piazzare 700mila auto l’anno? E se sono gelosi della propria fetta di torta i francesi, figuriamoci i giapponesi: si parla da tempo di un accordo con Suzuki che aprirebbe a Fiat-Chrysler i mercati dell’Oriente, Cina esclusa. Se ne parla e basta, appunto, perché l’intesa non è mai decollata.

Ma neppure l’ipotesi di un accordo con Opel, ventilata di recente da la Repubblica, non sta in piedi. E non perché i tedeschi abbiano la puzza sotto il naso (seppure non si possa dire che in questi ultimi anni non abbiano guardato gli italiani dall’alto in basso): quelli di General Motors sono forse anche più bolliti dei marchi italiani di Fiat-Chrysler e operano in un mercato asfittico, l’Europa, in un segmento, quello delle auto medio-piccole, dove la concorrenza riduce i margini drasticamente. L’unica attrattiva di Gm per Fca potrebbe essere una riduzione dei costi nello sviluppo dei prodotti e negli acquisti, ma come strategia appare francamente un po’ limitata.

Dulcis in fundo, nel vasto panorama dei pretendenti è comparsa anche Volkswagen. Che rappresenta forse l’ideale complemento da affiancare a Fca. Ma Ferdinand Piech, presidente del Consiglio di sorveglianza e vero padre-padrone del gruppo tedesco, e Sergio Marchionne sono incompatibili, o meglio sono entrambi troppo bravi per raggiungere un accordo che li soddisfi tutte e due, e l’unica strada possibile sarebbe un’Offerta pubblica d’acquisto (Opa), magari anche ostile sulla neonata Fiat-Chrysler. I vantaggi per il Gruppo Volkswagen sarebbero moltissimi. Proviamo a elencarne alcuni in ordine sparso.

I tedeschi di Wolfsburg potrebbero entrare da protagonisti nei mercati del Nord America dove, nonostante l’impegno e gli investimenti, sono ancora dei comprimari. Avere Chrysler, Ram, Dodge in casa significa moltiplicare la rete commerciale e trascinare anche i marchi Volkswagen e Audi. Ferdinand Piech metterebbe le mani su Alfa Romeo, uno dei pochi sogni della sua vita che ancora non ha realizzato. E aggiungerebbe alla sua lista di prede anche due dei marchi più noti al mondo come Ferrari e Jeep. Non è poco per un uomo - Piech - che si è regalato l’intera Ducati per il suo compleanno. I tedeschi con Fiat e Lancia riuscirebbero finalmente a entrare nel segmento delle auto piccole, dove finora hanno registrato solo insuccessi.