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ITALIA CONTRO GERMANIA/ Forte: solo Marchionne può salvare Renzi dalla Merkel

Sergio Marchionne (Infophoto) Sergio Marchionne (Infophoto)

L’Italia ha bisogno di questa riforma. L’Ue ce l’ha chiesta. Inoltre, renderebbe il nostro Paese più solvibile. Quindi, sia l’Europa che la Germania sarebbero meno preoccupate del nostro debito, perché avremmo finalmente la crescita.

 

Intanto è però arrivata la buona notizia di un rapporto deficit/Pil in miglioramento rispetto a un anno fa.

È la conseguenza della politica di bilancio che c’è stata chiesta, ma sulla quale siamo in ritardo. L’Italia doveva arrivare al pareggio di bilancio nel 2015, ma ha chiesto una deroga. In ogni caso quest’anno dovremmo avere un deficit minore dell’anno scorso, così da proseguire sulla strada dell’azzeramento del deficit. Questa non è quindi una buona notizia.

 

Perché?

Perché il calo ottenuto non è ancora sufficiente a raggiungere l’obiettivo. Il rischio è quindi, se non si tagliano le spese, di dover varare una manovra aggiuntiva fiscale. Anche perché diversamente aumenterà il rapporto debito/Pil, che è già a un livello spaventoso.

 

Se si arriverà a questa manovra aggiuntiva, secondo lei su quali tasse si agirà?

Non saprei proprio. Il Governo deve già stanziare 10 miliardi per rendere permanente il bonus da 80 euro. Per rispettare i vincoli di bilancio dovrebbe tirare fuori altri 6-7 miliardi. Se non si fa una seria spending review non saprei quale imposta aumentare. L’Iva è già alta, la Tasi influisce sui bilanci comunali, l’Irpef è stata appena ridotta e sarebbe un controsenso aumentarla, le rendite finanziare sono già state colpite. Non vedo grandi margini di intervento. Sì, si può intervenire sulle accise relative a benzina, alcol, tabacchi, ma non si raggiungerebbero le cifre necessarie.

 

(Lorenzo Torrisi)

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