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Economia e Finanza

SPY FINANZA/ Così Fed e Bce preparano la "tempesta perfetta" sui mercati

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La cosa davvero terribile del dato Usa è che una delle posizioni più citate nella recente campagna elettorale era proprio il fatto che occorreva una Bce più simile nei comportamenti alla Fed americana, in modo da agganciare la loro ripresa migliore (sui numeri del Pil). Ma se l'economia ha un tetto strutturale, dovuto alla moneta debito delle banche centrali, una migliore efficienza dell'economia aiuta a raggiungere prima quel tetto, non a superarlo. Che l'economia americana sia avanti anche nel raggiungimento del crollo?

Un’ipotesi che non ci deve rallegrare, perché comunque siamo sulla stessa strada, poiché invece di correggere il sistema monetario e quello finanziario abbiamo un sistema di banche centrali il cui comportamento rimane decisivo per il sostegno artificiale a una finanza collassata. E non abbiamo nulla di che rallegrarci, perché all'orizzonte non si vede un politico o una parte politica che sia in grado di puntare alla soluzione della questione, con la ripresa della sovranità monetaria (a parte forse la Lega Nord e Fratelli d'Italia? Ecco, se fosse vero, la dimensione di questi partiti indica la capacità attuale della nostra politica di guardare al bene comune).

La situazione sta degenerando, proprio perché aumenta in proporzione sempre più la liquidità pronta a intervenire sui mercati e diminuisce quella che effettivamente viene impiegata sui mercati. Perfino uno speculatore come Soros ha recentemente dismesso tutte le sue partecipazioni in colossi bancari americani (Citigroup, Bank of America e JP Morgan). Come al solito, quando un grosso investitore impegna il proprio denaro in qualche impresa allora fa notizia e ne parlano tutti. Quando invece dismette le proprie partecipazioni, allora non ne parla nessuno; e i pesci piccoli rischiano di rimanere col cerino in mano.

Intanto l'economia reale va a rotoli. In Francia l'indice del manifatturiero ha subito l'arretramento peggiore in Europa. Ma questa volta dall’infornata di dati esce un quadro desolante, dove non c'è un solo settore che si sia salvato dall'andamento negativo. Ora se almeno nei numeri sembra esserci in giro un qualche segno positivo, questo in Francia non accade.

Si ingrossa una tempesta finanziaria epocale, contro la quale nemmeno i colossi bancari e le banche centrali potranno fare nulla. Si sono messi nella condizione di non poter fare nulla di utile. Non hanno fatto nulla di utile per i popoli e quindi non saranno capaci di uscire dalle loro gabbie mentali. Allora toccherà ai popoli prendere in pugno il proprio destino.

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