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SPY FINANZA/ Così Fed e Bce preparano la "tempesta perfetta" sui mercati

Lo scollamento tra finanza ed economia reale, spiega GIOVANNI PASSALI, è sempre più evidente e tutto lascia presagire un epilogo molto tragico per il sistema dei mercati

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Nella scorsa settimana c'è stato un classico caso di “silenzio assordante”. Una di quelle notizie che avrebbero dovuto generare titoloni in tutti i giornali, anche quelli non economici, e invece nulla (a parte Il Sussidiario). La notizia è che il Pil Usa è risultato in calo del 2,9%, un valore pesantissimo, anche tenuto conto delle previsioni che lo davano in calo dell’1%. Questo è il dato che doveva essere spiegato, anche alla luce della reazione dei mercati finanziari. Infatti, nello stesso giorno, i mercati hanno inizialmente reagito perdendo qualcosa, poi però hanno recuperato e hanno chiuso la giornata comunque in crescita. Questa è l'ennesima conferma, per chi ne avesse ancora bisogno, che i mercati ormai si muovono non in dipendenza degli andamenti dell'economia reale, ma della quantità di denaro in circolazione. E siccome questa continua ad aumentare, le borse continuano a festeggiare.

Ma si tratta di una festa illusoria. Se infatti la moneta rispecchia sempre meno i beni reali e sempre più la stima dei beni (questo in teoria dovrebbe essere il valore e il significato dell'esistenza dei mercati finanziari), allora il valore del denaro dipende dalla sua capacità di rispecchiare correttamente tale valore. In fondo, non bisogna dimenticare che la moneta è uno strumento di misura (del valore) e quindi, come ogni strumento di misura, vale se misura correttamente. Ma qui abbiamo uno dei paradossi di questa crisi moderna: in fondo, le monete (mi riferisco sia all'euro che al dollaro) stanno misurando correttamente il valore dei mercati finanziari. Sono quest'ultimi che invece hanno perso ogni riferimento con la realtà.

La realtà è però testarda, dura nel tempo e nel tempo pure i mercati finanziari dovranno adeguarsi alla realtà. Quindi i mercati finanziari si sbricioleranno, si scioglieranno come neve al sole. Come è ovvio che sia, poiché se una moneta non serve più agli scambi commerciali, allora a che serve? A un gigantesco gioco del Monopoli, dove il fallimento della maggioranza è garantito, proprio come accade nel gioco citato? Un’economia reale così maltrattata dai mercati finanziari e dai potenti che gestiscono la moneta è destinata a soffrire nel breve periodo, ma pure è destinata a prendersi la sua brutale rivincita. Anzi, già sta accadendo, perché nel mondo globalizzato, dove i capitali possono potenzialmente spostarsi in un attimo, ora iniziano a spostarsi sempre meno, bloccati come sono dalla paura di imbroccare un fallimento o un rovescio improvviso e imprevisto. Una testimonianza di questa situazione imbarazzante è l'indice di volatilità (il cosiddetto Vix) ai minimi. Segno ulteriore che a questa crescita senza fine delle borse sono sempre in meno a crederci.