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FINANZA E POLITICA/ Pelanda: 10 miliardi di nuove tasse in autunno

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Matteo Renzi e Angela Merkel (Infophoto)  Matteo Renzi e Angela Merkel (Infophoto)

Inizia la partita delle nomine per le posizioni di vertice nell’Ue connessa con quella delle trattative sulla flessibilità delle euro-regole, questa a sua volta decisiva per determinare se in autunno l’Italia dovrà fare una manovra per restare entro gli europarametri oppure no. Il ministro Padoan ha negato la necessità di una tale manovra. Ma gli andamenti correnti dell’economia giustificano il sospetto che mancheranno soldi nel bilancio pubblico.

Il governo, infatti, ha calcolato per il 2014 una crescita del Pil attorno allo 0,8%, ma la miglior proiezione realistica, basata sui dati del primo semestre e su un piccolo miglioramento in atto, è dello 0,3%. Il Centro studi della Confindustria la stima dello 0,2%. In tale scenario il governo dovrà reperire circa 8 miliardi per tappare il buco e trovarne altri 10 se Renzi vorrà confermare per il 2015 il bonus di 80 euro nelle buste paga.

I modi sono tre: (a) taglio costi; (b) aumento del prelievo fiscale; (c) rinvio del pareggio di bilancio imposto dalla regola europea (importata recentemente nella nostra Costituzione) oppure espulsione dal calcolo del deficit eurorilevante di una parte della spesa pubblica. Mi sembra evidente che il governo, indipendentemente dalle smentite, stia disperatamente cercando di ottenere la terza opzione perché la prima non può essere eseguita in quantità sufficienti da un governo con maggioranza di sinistra e la seconda manterrebbe lentissima la ripresa. Ciò spiega l’enfasi sulla flessibilità e sulla natura non solo economicista dell’Europa.

Renzi spera che Merkel dia una mano. Tra i due un accordo c’è stato: una qualche flessibilità concessa silenziosamente da Merkel in cambio del consenso da parte di Renzi sulla nomina di Juncker a Presidente della Commissione e dalla sua promessa di non chiedere a voce alta più flessibilità. Infatti, Renzi, negli ultimi giorni, parla di valori, cita libri, cioè vola alto per non pregiudicare l’accordo. Ma Merkel, diversamente dall’opinione comune, è molto debole: infatti, il suo ministro dell’Economia (Schauble), nonché la Bundesbank e altri democristiani tedeschi hanno chiarito che la flessibilità chiesta da Renzi non passerà.


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