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SCENARIO/ Sapelli: Germania-Usa, lo scontro che ci regala più di una crisi

È in corso nel mondo un mutamento di potenza, spiega GIULIO SAPELLI, che coinvolge gli Stati Uniti e l’Europa guidata dalla Germania. Gli esiti possono essere molto pericolosi

Barack Obama e Angela Merkel (Infophoto) Barack Obama e Angela Merkel (Infophoto)

È in corso nel mondo un mutamento di potenza che fa venire alla mente la citazione che in “Diplomacy”, forse la sua raccolta di scritti più affascinante, Henry Kissinger fa del memorandum che Eyre Crowe, eminenza grigia della politica estera inglese, scrisse nel 1914 preconizzando l’inevitabilità della guerra a causa dell’aumento crescente che si era realizzato della potenza navale tedesca, che in tal modo non poteva che rompere non il circuito dei traffici navali britannici ma condurre per sua intima dinamica a una guerra d’aggressione. Il bombardamento austroungarico di Sarajevo, dopo l’attentato del luglio 1914, fece il resto e accese la miccia.

Oggi si respira la stessa aria. I tedeschi arrestano con gran clamore spioni che di solito si cacciano in silenzio nelle segrete e i loro più radicali interpreti, come il Presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, non solo criticano astrattamente le cicale ma le chiamano per nome e tirano le orecchie a Matteo Renzi sculacciandolo per bene. Il discolo risponde e si scatena il caos tra le cancellerie mentre tutto fa presagire un peggioramento di grandi dimensioni anche dei rapporti tra Usa e Germania, che Wolfgang Schauble ineffabilmente teorizza in merito al Ttip. Ossia, gli Usa, se vogliono il patto transatlantico, devono cedere potenza, cioè condividere con l’Europa ogni mutamento del sistema commerciale mondiale.

Per carità, giusta richiesta, vista la crudezza delle imposizioni pro-Usa nel commercio mondiale che quel trattato contiene. Il problema è però che il tutto deve essere calzato sul piedone tedesco e non sul piedino europeo. Quindi, mentre la deflazione incalza, la crisi da economica si fa diplomatica. Dinnanzi a tutto ciò la forward guidance del signor Draghi fa un po’ paura per l’inadeguatezza.

Certo, creare un corridoio monetario di sicurezza relativa con bassissimi tassi di interesse e abbondante liquidità per alcuni anni è meglio di nulla. Ma se a ciò aggiunge la notizia che acquisterà anche Asset backed securities, ossia titoli sostenuti da credito del settore privato non finanziario, si entra nel mondo delle dark pools o shadow banks, tanto rivalutate ma zeppe di rischi.