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SPY FINANZA/ Negli Usa cova una Lehman "al cubo"

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Il perché è presto detto: con la sua manovra di quantitative easing, la Fed oggi detiene il 20% di tutti i Treasuries, un controvalore di 2,39 triliardi di dollari, mentre le banche soltanto 547 miliardi di dollari. Insomma, ci sono meno Treasuries disponibili per essere prestati e postati come collaterale, oltretutto con alcune restrizioni poste proprio dalla Fed rispetto alla detenzioni di obbligazioni di una determinata durata.

Inoltre, un’altra criticità che sta toccando il mercato repo è il calo dell’offerta di debito Usa a breve termine, con gli Stati Uniti che hanno venduto 264 miliardi in meno di queste obbligazioni nel periodo aprile-giugno rispetto a quelle andate a scadenza: il mercato repo, nei fatti, è il lubrificante per l’intero mercato dei Treasuries e la carta a breve scadenza è il lubrificante del mercato repo, peccato che l’offerta di questo tipo di obbligazioni sia letteralmente crollata.

Se questa situazione proseguirà nel lungo termine, saranno guai grossi. Potenzialmente, potrebbe essere un altro 2008. Al cubo, però. 

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