BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SPY FINANZA/ Ior, il "risiko" della banca del Vaticano

Infophoto Infophoto

In un comunicato emesso ieri in contemporanea con il report finanziario annuale, la banca ha imputato il calo dei profitti all’aumento delle spese di gestione, a perdite legate a investimenti proprietari in fondi esterni (un business immobiliare a Budapest rivelatosi non così profittevole) e alla fluttuazione del valore delle riserve auree ma nonostante questo, Ernst von Freyberg, il numero uno dello Ior dall’aprile 2013 e responsabile della supervisione del processo di “ripulitura”, ha detto che «la banca è stata molto più trasparente nell’anno passato». A facilitargli il compito e ad affiancarlo, von Freyberg ha chiamato il gruppo di gestione del rischio Usa, Promontory Financial, il quale ha di fatto gestito la revisione e lo screening di tutti conti correnti, decretando il blocco e la chiusura di migliaia di questi.

Sempre per von Freyberg, il compito non pare terminato, ma sembra aver già portato con sé dei notevoli miglioramenti: «Ci siamo concentrati sul fatto che lo Ior andasse incontro alla regolamentazione finanziaria internazionale, in maniera più sicura e trasparente, in modo da creare delle opzioni per il Santo Padre quando questi sarà chiamato a decidere il futuro dell’istituto. Attraverso questo lavoro, abbiamo creato le basi e un nuovo team che trasformi lo Ior in un servizio reale e funzionale per la finanza cattolica».

Dopo la pubblicazione ufficiale del report, attesa per oggi, von Freyberg potrebbe lasciare il posto ed essere sostituito da un presidente non più pro-tempore ma full-time e il nome maggiormente indicato per questa posizione è quello di Jean Baptiste de Fransuu, ex chief executive di Investco Europe, chiamato a migliorare definitivamente la reputazione dell’istituto in fatto di disciplina finanziaria e a guidare la transizione che porterà lo Ior a integrarsi con la struttura finanziaria del Vaticano.

Oggi, dunque, potremmo saperne di più, visto che - salvo cambiamenti dell’ultim’ora - saranno comunicati i dettagli del piano di riforma definitivo. E se da più parti si parla di scontri durissimi tra il prelato del Papa, Battista Ricca, e proprio il presidente, Ernst von Freyberg, gioverebbe ricordare a tutti che lo Ior non è per sua natura una banca normale e che l’iconoclastia che ne contorna l’attività, al netto degli scandali realmente avvenuti e da condannare, rischia di snaturarne la missione precipua: ovvero, chi grida in nome della trasparenza, magari a buona ragione in molti casi, è bene che ricordi che la segretezza dell’operatività della banca vaticana nasceva come esigenza al fine di far arrivare fondi ai fedeli che risiedevano in paesi i cui regimi non consentivano di professare liberamente la propria fede, anzi perseguitavano chi lo faceva.

Forse non è più questo il caso di oggi e di questi anni, ma attenzione a gettare tutto in nome di una trasparenza che, come vi ho dimostrato negli ultimi anni, non è nel dna di nessuna banca: chi pensa o vorrebbe uno Ior che eroghi credito al consumo e carte prepagate al clientela retail, in nome di una non meglio precisata volontà di condanna preventiva, non fa altro che mentire - in malafede - a se stesso e agli altri.

© Riproduzione Riservata.