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ALITALIA-ETIHAD/ Arrigo: ecco perché la compagnia italiana può “risorgere”

Pubblicazione:domenica 10 agosto 2014

James Hogan (Infophoto) James Hogan (Infophoto)

In Italia il lungo raggio è poco sviluppato come trasporto aereo diretto e Alitalia ha una quota piuttosto piccola di questo mercato. In realtà, però, l’Italia è molto domandata da passeggeri che vengono da altri continenti e molti italiani vanno a far turismo fuori dall’Europa. C’è quindi una domanda elevata che è soddisfatta in maniera poco rilevante da collegamenti diretti.

 

Si spieghi meglio.

Dall’estero i turisti a Roma spesso arrivano da altri hub europei e non direttamente dai loro luoghi d’origine. Così come molti italiani raggiungono le destinazioni lontane facendo scalo in Europa. Sono segmenti sui quali, con prezzi convenienti e servizi di qualità, si potrebbero sottrarre quote di mercato ad altri hub. Credo che Hogan voglia fare questo e non è un caso che il piano industriale di Etihad abbia destato la preoccupazione di altre compagnie europee, Lufthansa in particolare.

 

Di quali numeri stiamo parlando esattamente?

Posso dirle che nel 2013 hanno viaggiato sui voli intercontinentali di tutti i vettori che hanno servito l’Italia meno di 16 milioni di passeggeri. Sembrano pochi rispetto ai 100 che hanno volato su voli europei o nazionali. Tuttavia, se teniamo conto della distanza percorsa, il segmento intercontinentale rappresenta più della metà del mercato italiano complessivo del trasporto aereo passeggeri e quasi la metà se lo valutiamo in valore economico. Questo è un segmento che Alitalia non ha saputo sfruttare, anche perché non aveva gli aerei adatti. Etihad ne ha invece parecchi e ne ha anche ordinati molti e quindi è in grado di aumentare l’offerta se i risultati fossero soddisfacenti. Gli spazi di crescita sono a due cifre percentuali. Per certi versi per Alitalia si tratta di un ritorno al passato.

 

In che senso?

Dalla metà degli anni ’90, Alitalia ha smesso di investire sul lungo raggio. Col tempo da 30 voli intercontinentali, che sono quelli a cui Etihad vuole arrivare, è scesa fino a 18. Nel frattempo, però, il mercato è triplicato.

 

Etihad ha partecipazioni in altre compagnie europee, tra cui Etihad regional (ex Darwin), Air Serbia e Air Berlin. Si possono creare delle sinergie con Alitalia?


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