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Economia e Finanza

(FANTA) FINANZA/ Draghi e i nuovi "compiti a casa" per l'Italia

Mario Draghi (Infophoto)Mario Draghi (Infophoto)

5) Liberalizzazioni. Grazie alle misure nel comparto dei servizi realizzate tra il 2011 e il 2012, l’Italia registra oggi, in base agli indicatori dell’Ocse, un aumento dell’apertura alla concorrenza. Ma alla fine dell’anno scorso solo metà dei provvedimenti attuativi previsti dalle 69 leggi di riforma approvate tra il novembre del 2011 e l’aprile del 2013 era stata definita. Secondo le stime dell’Ocse, le riforme della regolamentazione dei mercati dei beni, dei servizi e del lavoro finora realizzate avrebbero un impatto positivo sul Pil dell’ordine del 5,5% dopo dieci anni. Dunque il fattore tempo è fondamentale.

6) Infrastrutture. La dotazione di infrastrutture in Italia è inferiore a quella dei principali paesi europei, ciò influenza la produttività e le scelte di localizzazione delle imprese, la qualità della vita dei cittadini. I ritardi accumulati nei decenni passati, più che l’insufficienza delle risorse, riflettono inefficienze nel loro utilizzo, ma nell’ultimo quadriennio la spesa per investimenti pubblici è diminuita di quasi il 30%. Al finanziamento delle infrastrutture, e alla stessa salvaguardia del territorio, possono concorrere in misura maggiore risorse europee e capitali privati, con benefici per l’edilizia, particolarmente colpita dalla recessione. 

7) Reform compact. A questo punto la Bce chiede all'Italia uno sforzo aggiuntivo, attraverso un patto per le riforme da concordare con la Ue, complemento fondamentale del Fiscal compact. Il semestre della presidenza italiana potrebbe concludersi con questa proposta da sottoporre al Consiglio dei capi di stato e di governo. Sarebbe un segnale politico importante che rafforzerebbe l’Italia nel contesto europeo e darebbe maggiori garanzie per negoziare l’applicazione intelligente delle regole di bilancio.

Sono stati realizzati importanti progressi dal lato monetario con la creazione della Bce e dell'euro. Abbiamo fatto importanti progressi nel condividere la sovranità dei bilanci pubblici, nell'accettare di condividere regole comuni. Abbiamo fatto un grande progresso nel creare l'unione bancaria. Ma c'è un'area ulteriore che ha acquistato durante la crisi una importanza ancora più grande ed è l'area delle riforme strutturali. È ormai tempo di cominciare a condividere la sovranità anche in questa area che comprende il mercato del lavoro e dei prodotti, sottoponendo il processo di riforma a una disciplina comune, replicando così il successo realizzato nell'area della politica di bilancio.

 

Gli appunti finiscono qui. Basta e avanza. C’è un programma di governo difficile e ambizioso, diverso da quello presentato finora dal lato della politica di bilancio (manovra aggiuntiva, riduzione del cuneo fiscale al di là degli 80 euro, un taglio più coraggioso della spesa pubblica), con in più il corsetto, sia pur consensuale, del patto sulle riforme. È la cessione di sovranità che ha in mente Draghi non solo per l’Italia, ma per la Francia e i paesi che si dimostrano impermeabili al cambiamento. La stessa Bce oggi rischia grosso, perché se non riesce a riportare verso l’alto la curva dei prezzi va incontro a un clamoroso fallimento del proprio mandato. E anche per questo Draghi ha l’assoluta necessità che l’Italia si rimetta in moto. Subito, non in un incerto futuro.

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COMMENTI
15/08/2014 - UE CON EURO IN CRISI UK CON STERLINA NO PERCHÉ? (Carlo Cerofolini)

Tutta l’Ue affonda sempre più nella recessione, con l’eccezione del Regno Unito che però - guarda caso - non ha l’euro ma la sterlina e una Banca centrale che può battere moneta, a differenza della Bce. Ciò detto, è mai possibile che nessuno voglia trarre insegnamento da questi dati incontrovertibili e non capisca che restare legati all’euro con questa Bce e ossequienti a tutti i diktat Ue è un suicidio? Tutto questo chiaramente al netto delle riforme che l'Italia deve fare, a cominciare da quella del fisco (flat tax), a quella istituzionale (presidenzialismo, eliminazione della modifica del Titolo V della Costituzione del 2001, ecc.), a quella della burocrazia ("azzerarla" e via anche le autorities), fino a quella della giustizia (come in Francia), ecc. Quosque tandem…