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Economia e Finanza

SPILLO/ Renzi e lo "struzzo" che lascia l'Italia senza sovranità

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Tirata fuori la testa dalla sabbia, la verità è che un Paese come il nostro, che dipende così acutamente dai mercati finanziari, avendo un rapporto debito/Pil previsto in salita al 136,4% nel 2014 e che manifesta una cronica incapacità a crescere a sufficienza per ripagarlo, la sua piena sovranità l’avrebbe comunque persa. Ciò vale per Italia, l’Argentina o qualsiasi altro Paese. Questa parvenza di sovranità, nel solco della logica dello struzzo, potrà continuare a essere difesa, attraverso i cosiddetti “contractual agreements” (anche Icc). Gli accordi che potranno essere “liberamente” concordati a livello bilaterale tra la Commissione europea e gli stati membri con untrade off tra riforme e incentivi finanziari. Non a caso essi sono caldeggiati dalla Germania, in quanto perpetuativi della logica del più forte e delle asimmetrie tra paesi.

La strada alternativa è invece quella delle cessioni simmetriche di sovranità nell’area euro (anche nelle politiche economiche) con la nomina di un ministro dell’economia e la messa in cantiere di un bilancio federale della zona euro. Una direzione di marcia che il presidente della Bce si è limitato ad additare agli Stati. Quel che è certo, come la stessa Bce dimostra quotidianamente, è che solo attraverso istituzioni europee forti, che perseguono interessi generali non decidendo all’unanimità secondo il metodo intergovernativo, gli interessi italiani (e del popolo europeo) e non solo quelli tedeschi, potranno essere difesi. Solo per questa strada si incontrerà ancora la democrazia. 

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