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FINANZA/ Forte: "l'illusione" di Padoan avvicina il commissariamento dell'Italia

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Pier Carlo Padoan (Infophoto)  Pier Carlo Padoan (Infophoto)

Quando si compiono misure di intervento finanziario come quelle del Fmi, sulla base della prassi internazionale e delle regole europee, gli Stati che ne beneficiano hanno l’obbligo di compiere determinate modifiche che sono imposte loro. Di fronte a una situazione in cui alcuni Stati hanno già compiuto le riforme e altri no, i Paesi che ancora non le hanno fatte in base alla regolamentazione europea possono essere costretti a farle. La decisione spetta alla Commissione Ue, la quale può stabilire che poiché uno Stato non ha attuato determinate riforme, vada costretto a sottostare a una procedura d’infrazione.

 

Sulle riforme Padoan ha detto: “Risentiamoci tra 18 mesi e vediamo cosa è successo”. Nel frattempo la nostra economia non rischia di morire?

Padoan sta cercando di non fare la fine di Saccomanni, il quale è stato rimosso proprio per avere mostrato eccessivo ottimismo. Ora Padoan pretende che gli italiani attendano 18 mesi per vedere se sarà in grado di attuare il contenimento della spesa pubblica, del deficit di bilancio e del debito pubblico. La politica fiscale strutturale può anche avere effetti nel lungo termine, ma questi sono anticipati dagli operatori economici per il breve termine. Il problema che abbiamo è di breve termine, e non soltanto di lungo, e noi ci troviamo a essere avvitati in una situazione da cui bisogna uscire nel breve termine.

 

Che cosa accadrà se non si riusciranno a dare risposte nel breve termine?

In Italia corriamo il rischio che salgano contemporaneamente la pressione fiscale, il deficit, il debito e a disoccupazione. C’è quindi una spirale perversa da spezzare, siamo in deflazione e dobbiamo uscirne in termini reali. Abbiamo quindi un’urgenza di politiche immediate, che in gran parte non dipendono dal ministro del Tesoro, ma dai suoi colleghi del Lavoro, dal presidente del Consiglio e da altri ministri.

 

Intende dire che Padoan non può fare nulla?

Padoan ha il dovere di affermare che se non si attuano le riforme del mercato del lavoro, degli enti locali e altre importanti operazioni che non rientrano immediatamente nei suoi poteri, la sua sfera d’azione risulta a sua volta bloccata. In quest’ultima rientra il taglio della spesa pubblica, con la quotazione in Borsa di imprese statali, la riduzione delle spese della finanza locale e della sanità e il rilancio delle opere pubbliche.

 

(Pietro Vernizzi)



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