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SPY FINANZA/ Soros e la "scommessa" sul crollo dei mercati

Pubblicazione:martedì 19 agosto 2014

George Soros (Infophoto) George Soros (Infophoto)

L’indice Merval della Borsa di Buenos Aires è cresciuto del 300% negli ultimi due anni e anche i titoli delle aziende argentine quotate a Wall Street hanno conosciuto guadagni a tripla cifra nello stesso periodo: insomma, perché allora tutta questa paura? Penso che nella mente di Soros si stia ragionando in maniera diversa, ovvero si dia per scontata una correzione dei corsi di entità comunque limitata rispetto ai minimi del 2009 e ci si lancia in investimenti proprio ora, durante il default tecnico, per beneficiare di acquisti a prezzi vantaggiosi di aziende come Banco Macro SA, Bbva Banco Frances e Grupo Financiero Galicia, tutti titoli potenzialmente molto profittevoli se da qui a inizio 2015 riusciranno a dar vita alla correzione di cui vi parlavo prima.

C’è poi Petrobas Argentina, Ypf appunto ed Empresa Distribuidora y Comercializadora Norte, tutti titoli oggi sottovalutati ma molto interessanti, sia per il bassissimo ammontare di debito rispetto all’equity, sia per il potenziale di crescita. Insomma, chi opera sul mercato ha una prospettiva diversa sia dai politici che dai giornali, guarda oltre e cerca di anticipare le mosse. Ora attendiamo il meeting di Jackson Hole, non tanto per ciò che diranno la Yellen o Draghi, ma per vedere l’azione anticipatoria dei mercati: c’è tensione in questi giorni, forse perché nella condizione in cui siamo sbagliare una singola mossa non significa solo perdere dei soldi ma mettere a rischio la stabilità dello stesso sistema finanziario globale. Un qualcosa di molto peggio del 2008, fidatevi. 



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