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ALITALIA/ 261 milioni da “trovare” per convincere Etihad

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Di fatto si parla delle banche, di Immsi (l’azienda del Presidente Colaninno), più qualche altro piccolo socio. Forse parteciperà anche Atlantia.

 

L’azienda che fa riferimento alla famiglia Benetton sembra in effetti indecisa. Tuttavia avrebbe tutto l’interesse a investire in Alitalia, visto che Aeroporti di Roma, la società che gestisce Fiumicino, è ormai integrata in Atlantia.

Nel piano industriale di Etihad Fiumicino diventerebbe un hub più forte, con più voli intercontinentali e un aumento del numero di frequenze del 30% circa in 3-4 anni. È chiaro che avere un’Alitalia viva è nell’interesse di Atlantia.

 

Per quanto riguarda l’impegno di Poste Italiane resta il fatto che si tratta di soldi pubblici.

Non c’è alcun dubbio in proposito. L’errore alla base di questa situazione è stato l’ingresso di Poste alla fine dell’anno scorso. Cai non c’entra niente in questo: è stata un’operazione voluta da Letta e Sarmi. Il capitale pubblico è così rientrato in Alitalia.

 

Questo precedente potrebbe in qualche modo rendere meno probabile una procedura d’infrazione a livello europeo per aiuti di Stato per il nuovo investimento di Poste?

Difficile dirlo, ma va ricordato che l’intervento di fine 2013 era in un’azienda decotta: infatti, i 75 milioni investiti sono già stati bruciati. Questa volta il piano di Etihad sembra credibile e con possibilità di riuscita. Questo nuovo investimento ha quindi più senso ed è sicuramente più “di mercato” rispetto al precedente.

 

(Lorenzo Torrisi)

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