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Economia e Finanza

FINANZA E POLITICA/ Lo "sgarbo" di Renzi a Draghi (e all'Italia)

Per GIULIO SAPELLI, il premier deve giocare di sponda con Draghi che è espressione degli oligopoli americani i quali vogliono salvare l’Europa del Sud dalla Germania e dal Fiscal compact

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

“I giornali di agosto sono pieni di progetti segreti del governo. Talmente segreti che non li conosce neppure il governo”. È la battuta su Twitter del premier Renzi, il quale ha smentito così qualsiasi trattativa in sede Ue per rinegoziare il limite del 3% nel rapporto deficit/Pil e i vincoli contenuti nel Fiscal compact. Palazzo Chigi ha inoltre risposto ufficialmente agli articoli usciti sulla stampa nel weekend di Ferragosto, sottolineando che non esiste nessuna iniziativa italiana per dimezzare allo 0,25% l’obbligo valido per i Paesi più indebitati di ridurre dello 0,5% l’anno il saldo di bilancio strutturale. Abbiamo chiesto un’analisi a Giulio Sapelli, docente di Storia economica all’Università degli Studi di Milano.

Per Renzi la regola del 3% nel rapporto deficit/Pil non si tocca. Come fa l’Italia a gestirsi e a cercare la ripresa senza soffocare nei vincoli Ue?

Il fatto che Renzi abbia cominciato la presidenza europea in una situazione di recessione affermando che non si rinegozierà la regola del 3% è un errore dal punto di vista politico. Il significato di questa presidenza avrebbe dovuto essere quello di cambiare le regole. Queste ultime in Europa sono state scritte negli anni ’90 in un momento di altissima crescita, mentre ora ci troviamo in recessione. Qualsiasi persona ragionevole comprende quindi che è necessario rivederle, anche perché dopo tutto non sarebbe la prima volta che ciò avviene.

Quali sono i precedenti?

Francia e Germania all’inizio degli anni 2000 si trovarono in una situazione meno grave di quella attuale, perché a essere in crisi non era l’intera Eurozona, eppure si derogò alla regola del 3% appositamente per venire incontro a Parigi e Berlino.

Se un’altra deroga non fosse possibile, come si farà a uscire dalla crisi?

Uscire dalla recessione senza rinegoziare il 3% e soprattutto senza eliminare il Fiscal compact non è possibile. Se si mantengono queste regole si va verso una stagnazione secolare. Ciò cui stiamo assistendo è un caso di ideologia applicata all’economia: l’ordoliberalismo tedesco ci porterà alla rovina.

Le parole di Draghi sulla necessità di riforme a livello europeo, pronunciate una decina di giorni fa, possono celare una sorta di ambizione segreta del Presidente della Bce di governare l’Eurozona?


COMMENTI
20/08/2014 - Vasto programma nutrire fiducia in Renzi (Carlo Cerofolini)

Vasto programma, come avrebbe detto De Gaulle, nutrire fiducia nell’avvedutezza e lungimiranza di Renzi!

 
20/08/2014 - Vin O Sel autoinviato dai paesi nordici (selvino beccari)

Ma perché certi professori si danno alla politica anziché all 'insegnamento? Correva l 'anno 1970 e dispari ed il Sindaco di Milano, Aniasi, ebbe l' idea di fare a fine anno il bilancio del lavoro svolto dai socialisti; l' allora segretario provinciale del PSI, Luigi V., si arrabbiò moltissimo, perchè il bilancio politico apparteneva ai politici ed Aniasi non era che un amministratore. Ora, a quarant'anni di distanza, che un professore , che se pensasse alle tesi sarebbe meglio, ci venga a spiegare che la politica è come un biliardo, mi vien male. In politica nulla è fermo; non ci sono i birilli, che sono un po' come certi professori universitari; tutto e in movimento, di fermo c'è solo il pensiero dei marxisti. Infatti il concetto di marionette appartiene ad una cultura marxista secondo la quale solo l'economia( struttura) muove il mondo, il resto è sovrastruttura. Come gli studenti non debbono chiedere tesi sull' attualità ( ma è ancora così ?) così i professori studino il passato, non dico quello remoto, almeno quello prossimo, e non si lascino andare a giudizi sul presente: ne sono sempre usciti a pezzi. Quello che sarà il semestre Renzi lo vedremo alla fine, quello che è certo è che non vuole tirare a campare. La politica ha trovato nuovi percorsi, nuove vie, e chi non se ne é avveduto resta, come dicono nei paesi nordici, fesso e fisso come uno stoccafisso. Molto politica, molto sapiente, l' intervista di ieri di Vittadini. Mi ha ricordato...la prossima volta.