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GEO-FINANZA/ Come il “potere” è passato dall’Europa agli Usa

Pubblicazione:venerdì 22 agosto 2014

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Intanto, dal VII secolo la civiltà europea si confrontava con la costante espansione della nuova civiltà musulmana, costituitasi attorno a una nuova fede religiosa monoteista, l’Islam. Quest’ultima ha costituito una grande innovazione per quei tempi, incentrata principalmente sul superamento di qualsiasi rassomiglianza tra la divinità onnipotente e gli esseri umani, che a essa devono obbedire per fede. La complessità strutturale del cristianesimo (Trinità; perdono; peccato originale; le immagini; le figure sacre come il figlio o la madre di Dio) risentiva ancora delle culture delle civiltà precedenti, nelle quali la divinità era paternalisticamente immanente e visibile. In un certo senso, l’Islam porta il Cristianesimo verso una situazione estrema e più netta, nella quale l’essere umano è capace di fare il bene e può rispettare i dettami di Dio perché non è un soggetto nato peccaminoso. Diversità teologiche fondamentali che hanno dato un vantaggio sociale competitivo all’Islam sul Cristianesimo tra il VII e il XIV secolo. Con una struttura organizzativa più chiara e omogenea, l’Islam ha permesso lo sviluppo di società coese e avanzate in termini sociopolitici, scientifici e tecnologici. Questi ultimi anche grazie alla continuazione e al moltiplicarsi degli scambi con il lontano Oriente.

Al principio del secondo millennio, la situazione economica e demografica in Europa era migliorata rispetto ai secoli precedenti, ma restava strutturalmente disorganica e piuttosto disastrosa sul piano sociale, essendo caratterizzata da malattie, guerre continue, carestie, e una pesante arretratezza scientifica e tecnologica. La grave carenza di cibo era un problema serio per tutti i governanti. La complessità dottrinale del cristianesimo e una buona dose di fanatismo interpretativo impedì un’evoluzione positiva fino a quando, dopo le sconfitte delle Crociate (XI-XIII secolo), nuovi ordini religiosi permisero un progressivo cambio di paradigma.

Ciò fu anche possibile perché le Crociate, nate in base al presunto diritto di riconquista della Terra Santa occupata dai musulmani, compirono una profondissima riforma strutturale delle società europee, tanto demografica quanto economica, e quindi della distribuzione del potere. Infatti, l’ideologia religiosa che sostenne le Crociate non rallentò immediatamente il suo impeto ideologico, ma al contrario, sopravvisse per tutta l’Età moderna: si pensi, ad esempio, alle reali ragioni per la “scoperta dell’America”, alle guerre contro i Turchi o alle guerre di religione che si combatterono dopo la Riforma protestante. Non è un caso, infatti, che nel 1534 fu fondata la Compagnia di Gesù, un ordine religioso militare (Regimini militantis ecclesiae del 27 settembre 1540) che operava alle dirette dipendenze del Papa. Intanto, alcuni paesi europei (Portogallo, Olanda, Inghilterra e Francia) sviluppavano la propria marina commerciale, solcando mari sempre più lontani, diventando delle vere e proprie potenze mercantili ad altissima accumulazione di capitali e con possedimenti d’oltremare.


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