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Economia e Finanza

RIPRESA?/ Arrigo: ecco la "manovra" del Governo che può aiutare l'Italia

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Dal momento che le regole Ue si applicano al recinto della pubblica amministrazione, basta restringere questo recinto facendone uscire il più possibile. I singoli Stati possono far uscire da questo recinto dei pezzi di pubblica amministrazione trasformandoli in qualcosa di diverso. Per il nostro Paese potrebbe quindi essere più facile adempiere formalmente ai vincoli Ue senza subirne le conseguenze negative.

 

Può fare un esempio di come potrebbe funzionare questa proposta?

Lo Stato attua un certo ammontare di investimenti ogni anno in infrastrutture stradali e ciò produce un determinato disavanzo. Se a investire fosse invece un ente pubblico che sta fuori dalla pubblica amministrazione, indebitandosi ed emettendo titoli di debito garantiti dal suo patrimonio, ciò non sarebbe più debito pubblico. Per fare un altro esempio, potremmo fare uscire ospedali e Asl dal recinto della Pa, e così quando un ospedale investe non sarebbe più qualcosa da contabilizzare dentro la spesa pubblica.

 

Per il viceministro dell’Economia, Enrico Morando, va ceduto il 5% di Eni ed Enel. E’ una cifra sufficiente?

Bisognerebbe chiedere a Morando perché non mette sul mercato l’intero pacchetto di controllo di Eni ed Enel, o delle reti fisiche che stanno dentro Cdp, ovvero Terna e Snam Rete Gas. Non si comprende che bisogno ci sia ancora dello Stato imprenditore con tutti i problemi che abbiamo. La quota di minoranza interessa solo al pubblico generalizzato degli investitori, che vogliono mettere le mani sulla redditività del dividendo. Ma se a essere messa in vendita è la quota di controllo l’interesse di un suo acquisto cresce esponenzialmente.

 

(Pietro Vernizzi)

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