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FINANZA/ Pil, debito e deficit: i numeri che smontano le "balle" dell'Ue

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E la cosa “simpatica” è che gli stessi sostenitori del Bitcoin, in genere molto critici col sistema monetario ufficiale, sembrano non rendersi conto di quanto il Bitcoin assomigli a quelli. Pure l’euro non sembra avere memoria di una comunità, di un popolo; né sembra che venga creato secondo un criterio sociale condiviso, ma solo secondo criteri che appartengono alla finanza. Come per il Bitcoin, nella gestione monetaria dell’euro non si ravvisa un criterio che sia memoria di qualcosa. Eppure il commentatore del mio articolo ha scritto: “La comunità riconosceva un certo valore nell’oro, come oggi riconosce un certo valore nel Bitcoin”. Ma di quale comunità stiamo parlando? Esiste una comunità del Bitcoin? Cioè una comunità che, al di fuori dello scambio monetario, sia portatrice di una storia, di una memoria, di un insieme di valori? Oppure siamo di fronte a una definizione artificiosa, buona per definire un occasionale scambio di pseudo moneta, senza alcun altro tipo di implicazione?

La memoria è pure la medicina salutare per la crisi spirituale di questi tempi. A ottobre si svolgerà il convegno della Cei intitolato “Nella precarietà la speranza”: speriamo che sia una occasione per ricostruire la memoria di un popolo. Con l’euro si favoriscono pochi (i poteri finanziari) mentre col Bitcoin non si favorisce niente e nessuno, nemmeno l’economia. Ma gli interessi del popolo sono una cosa molto diversa.



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