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IDEE/ I "nuovi conti" che fanno sperare nella crescita

La ricchezza generata dalla crescita porta un tornaconto a tutti, ma quando si è in crisi il meccanismo si inceppa. Occorre quindi un nuovo paradigma, spiega MAURO ARTIBANI

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Più di ieri, meno di domani: funziona così la crescita. Fa così il mondo biologico, così come quello dell’economia, affollato com’è da soggetti che scalpitano per migliorare il proprio status. State attenti, qui succede di tutto: pronti? Via! La ricchezza, generata dalla crescita economica, remunera il lavoro occorso per far crescere l’economia. Crescita, insomma, per il tornaconto di tutti. L’impronta ecologica che la crescita lascia si mostra grande come il mondo; al fare responsabile solo un misero resto.

Per chi lavora nella produzione, con il reddito ancorato all’aumento della produttività, più si cresce più torna il conto del reddito; salva la responsabilità del pater familias. Per l’amministratore delegato, che organizza al meglio i fattori produttivi, più crescita, più bonus e tanta responsabilità verso gli amministratori deleganti. Questi, che dalla crescita ottengono utili, responsabilmente li distribuiscono agli azionisti che responsabilmente incassano il profitto. Per le imprese del commercio, su per giù lo stesso refrain: quella crescita produttiva occorre venderla, a tutti i costi, per incassare.

Agli uomini di marketing il compito di produrre domanda che smaltisce l’offerta, offerta dalla crescita; quelli della pubblicità fanno in modo che quella crescita incontri acquirenti, dia i suoi frutti: tutti insieme fanno questo responsabilmente, incassando laute parcelle. Per l’industria finanziaria finanziare la crescita, fornire credito per produrre e per consumare, incassando per il tornaconto dei prestatori; sotto stress al test della responsabilità.

Per i politici quando la crescita si fa ricchezza va distribuita, questo il loro mestiere. Guadagnano consenso e potere; raccattano fragili maggioranze elettorali che vanno coccolate, sacrificando forse all’interesse la responsabilità generale. Per i consumatori ruolo ingrato: non guadagnano, spendono più di quant’hanno, acquistano più di quanto devono; smaltiscono a “più non posso”, inquinano. Responsabilità: pah!

Insomma, facendo la somma, tornaconti dispari; la responsabilità poi: ognuno per sé, Dio per tutti. Il giocattolo della crescita mostra gli anni, gli interpreti invece gli affanni: ruoli opachi, business abborracciati, meccanismi grippati, risorse sprecate, valore bruciato; margini ridotti, crediti inattingibili, debito per tutti; l’ambiente puzzolente, degradato, ecc.