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Economia e Finanza

FINANZA/ La manovra che può portare l'Italia in "default"

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Ove tutto ciò non bastasse, l’asticella polettiana altro non sarebbe che un taglio lineare di marca tremontiana. Tanto il Premier quanto il ministro dell’Economia e delle Finanze hanno detto e ripetuto, in Parlamento, che non sarebbero mai ricorsi a tagli lineari. Tanto più che in tema di previdenza c’è ampia materia su cui fare qualche piccola economia: maggiore vigilanza in materia di evasione contributiva, le baby pensioni, i sindacalisti e politici fruitori della Legge Mosca (né i dipendenti, né i datori di lavoro hanno versato contributi in base a un “esonero politico”), i beneficiari di scatti di stipendio pochi anni prima della fine della carriera per avere un trattamento previdenziale migliore.

Invece di terrorizzare gli italiani, di spaventare i mercati e di far trastullare i dirigenti e i funzionari, un ministro dovrebbe fare un lavoro di cesello per utilizzare (tra un anno o due, tanto è il tempo che ci vuole) il bisturi e fare una bella pulizia. Ci ricaverebbe poco in termini di cassa, ma avrebbe l’onore di essere il primo, in Italia, ad affrontare bene questa delicata materia.

Occorre prendere atto che Matteo Renzi, il quale, in questo campo, è spesso assomigliato, al Jacopo Ortis di foscoliana memoria, ha smentito Poletti in un’intervista al TG5 (quando è corsa voce di un’ondata di vendite di titoli italiani nel fine settimana). Renzi l’inglese lo conosce. Ha letto Shakespeare. Può utilizzare l’imperativo categorico di Amleto a Ofelia: Va in un convento!Possibilmente dai cistercensi dove impera il motto Ora et Labora. La preghiera fa bene a tutti, specialmente a chi ha causato tensioni a tanti italiani. Il lavoro cistercense si adatta a pennello a un inquilino di via Fornovo.

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25/08/2014 - Quosque tandem... (Carlo Cerofolini)

Quosque tandem...