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Economia e Finanza

FINANZA/ Gli errori che "smascherano" i poteri forti dei mercati

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Mettiamoci nei panni di un manager di una banca di investimenti: come investire per ottenere il massimo profitto con il minor rischio? Le banche centrali continuano a stampare moneta in eccesso (l’unico dubbio è quanta moneta in eccesso): cosa fare? Aggiungiamoci pure che la retribuzione di tali manager dipende in maniera significativa dai rendimenti ottenuti (ovviamente nel breve periodo). I migliori manager si conosceranno pure tra loro, avranno frequenti scambi di opinioni. Spesso si scambiano i posti di lavoro. Possiamo immaginare i loro discorsi: “Investi in questo titolo anche tu? Allora lo faccio anche io, così siamo tutti tranquilli che il titolo cresce”. E se lo fanno i grossi investitori, anche gli altri seguiranno e il titolo in questione cresce solo per eccesso di liquidità, non certo per una ragionevole analisi dei fondamentali. Ma questo vuol dire pure che la storiella secondo la quale “se i mercati crescono oggi allora anche l’economia crescerà tra sei mesi” è tutta sballata. E sono almeno sei anni che ci stanno prendendo in giro con questa storia.

E mettiamoci ancora che tutti gli economisti e opinionisti che sostengono le fondamenta di questa storia, cioè la necessità dell’indipendenza delle banche centrali e il dominio del libero mercato sopra ogni altro aspetto, fanno carriera e sono messi nei posti di potere e di prestigio. Ecco perché oggi, in un moto inaspettato di verità, a qualcuno di loro scappa detto “Abbiamo sbagliato tutti”. Una voce dal sen sfuggita, di fronte a una realtà tanto devastante quanto in completa contraddizione con la loro ideologia e le loro previsioni.

Ma chi sono “loro”? Sono sempre gli stessi, quelli che occupano i posti importanti, considerati e venerati nel gotha accademico. Prendiamo, ad esempio, Olivier Blanchard: ora capo economista del Fmi, laureato al Mit e professore ad Harvard. Solo nel 2013 (tutti molto svegli e reattivi, “loro”) si accorge che il “moltiplicatore fiscale” per la Grecia non è più 0,5 come “loro” avevano previsto, ma 1,5. Cosa significa? Significa che “loro” avevano previsto che aumentando le tasse (o tagliando le spese) di 1 punto percentuale avrebbe portato a una diminuzione del Pil dello 0,5%. Quindi hanno costretto la Grecia a tagliare il 2-3% aspettandosi un calo del Pil di poco superiore a 1%. Invece hanno scoperto con orrore che il Pil era crollato di oltre il 4%. Avevano sbagliato i calcoli, non sapevano che in tempi di recessione il moltiplicatore fiscale può variare, e anche di parecchio.

Bene, credete che il ministro Padoan abbia appreso la lezione e abbia modificato la sua strategia? Niente affatto. Perché qui non si tratta di ridiscutere il valore di un numeretto, si tratta invece di mettere in crisi un modello e un’ideologia. Il modello è quello delle banche centrali indipendenti; l’ideologia è quella del libero mercato. E del resto, come potremmo pretendere che Padoan la pensi diversamente da Blanchard? Capo economista dell’Ocse (un altro ente che le previsioni del Pil le sbaglia tutte) dal 2009, è stato consigliere economico del presidente del Consiglio dal 1998 al 2001 (sia con Amato che con D’Alema), proprio quando in Europa si definiva la struttura della Bce. Dal 2001 al 2005 è stato direttore esecutivo per l’Italia del Fmi con responsabilità anche suGrecia e Portogallo. Cioè, quando la Grecia truccava i dati, lui era uno di quelli che giudicava quei dati. A pensar bene, glie l’hanno fatta sotto il naso e lui non se n’è accorto.


COMMENTI
26/08/2014 - io invece... (Eugenio Bravetti)

lo ringrazio e concordo al 100000000 x 100000000 % tutto quanto scritto... speriamo che questa tragedia europea (cosi come è) finisca il prima possibile a qualsiasi prezzo...tanto è inutile sperare che le cose cambino, se c'era la volontà di farlo lo avrebbero già fatto. Dalle mie parti (le Marche) si dice che "chi vive sperando muore cac...o"

 
26/08/2014 - Grazie anche da parte mia ma... (Giuseppe Crippa)

Io invece non ringrazio molto Passali, o meglio: lo ringrazio per gli articoli (che leggo comunque volentieri nonostante i suoi modi un po’ saccenti) ma non condivido le sue idee che se trovassero attuazione ci ridarebbero un’Italietta autarchica stile anni '30 che verrebbe spazzata via dalla globalizzazione nel giro di qualche anno, un’inflazione a doppia cifra come quaranta anni fa (ma senza meccanismi di adeguamento) ed il discredito che merita un debitore insolvente.

 
26/08/2014 - Grazie,Passali! (Rodolfo Spezia)

La ringrazio per la chiarezza con cui ci spiega chi,come e perchè questi soggetti fanno il possibile per rovinarci. Ma,secondo me,lo fanno coscientemente. Perchè qualcuno,pochi ma potenti,ci guadagnano moltissimo.E questi fanno il loro gioco,e non gratis... Ci stanno facendo tornare indietro di secoli,quando c'erano pochi ricchi e tanti miserabili. E' quello il vero obiettivo.