BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

FINANZA/ Gli errori che "smascherano" i poteri forti dei mercati

InfophotoInfophoto

E il suo predecessore al Ministero, Saccomanni? Laureato alla Bocconi di Milano ed entrato in Bankitalia nel 1967, sempre per Bankitalia ha lavorato presso la Bce, il Fmi e la Banca internazionale dei regolamenti. Il suo predecessore, Vittorio Grilli, anche lui laureato alla Bocconi, ministro sotto il governo Monti, oggi lavora presso la banca d’affari americana JPMorgan. E Monti? Presidente della Bocconi dal 1994, è stato commissario europeo per il Mercato interno dal 1995 al 1999, poi commissario per la Concorrenza fino al 2004. Ha lavorato per la Goldman Sachs, come Draghi, e per la Coca Cola Company. Membro dell’Aspen Institute, lo è stato anche della Commissione Trilaterale (come presidente) e del Gruppo Bildberg.

In tutti questi anni, questi personaggi (insieme a tanti altri, tra cui Ciampi e Padoa-Schioppa) hanno mantenuto e sostenuto la stessa linea ideologica, quella dell’indipendenza delle banche centrali (dalla politica, ma di fatto non dai poteri finanziari), del libero mercato (sopra ogni cosa), dei parametri di Maastricht e delle politiche di austerità. Il tutto condito dalla rinuncia della sovranità da parte degli Stati. Una linea ideologica sostenuta e finanziata da interessate banche d’affari e da speculatori, ma in contraddizione con la scienza economica e matematica e pure con i fatti storici e i risultati attuali.

Tutti personaggi ideologicamente formati con lo stesso stampino, stipendiati lussuosamente e celebrati mediaticamente:, come fanno a pensarla diversamente? Ora diviene più chiara la frase di Padoan: “Abbiamo sbagliato tutti”. Intendeva tutti “loro”. Ma loro non sono tutti. Ben altri personaggi, di ben altro spessore scientifico e accademico, si erano schierati apertamente contro la moneta unica. Per esempio un certo Krugman, Premio Nobel nel 2008, autore di ben 417 lavori scientifici di rilevanza internazionale. Nel 1998 si esprimeva così: “l’Unione monetaria non è stata progettata per fare tutti contenti. È stata progettata per mantenere contenta la Germania… il pericolo immediato ed evidente è che l’Europa diventi giapponese: che scivoli inesorabilmente nella deflazione, e che quando i banchieri centrali alla fine decideranno di allentare la tensione sarà troppo tardi”. Oppure il celebre economista Martin Feldstein, che nel 1997 così sentenziava: “Invece di favorire l’armonia intra-Europea e la pace globale, è molto più probabile che il passaggio all’unione monetaria e l’integrazione politica che ne conseguirà conduca a un aumento dei conflitti all’interno dell’Europa”.

E pure io, se permettete, nel 2010 così concludevo un articolo su queste pagine: “Ma cosa accade invece in questo periodo? Quali sono le politiche economiche proposte? Niente investimenti, ma solo tagli, tagli, tagli. E nessuna capacità di previsione, nessun politico che abbia quel minimo di visione necessaria per accorgersi che con i tagli di oggi stiamo tagliando la crescita di domani, lo stato sta tagliando gli incassi fiscali di domani. Il condannato a morte sta lubrificando la corda con cui verrà impiccato”. Ma se l’avevo capito perfino io, ci voleva davvero tanto?

No, caro ministro Padoan, non ci siamo sbagliati tutti. Si sono sbagliati solo quelli che, invece che guardare la realtà nella totalità dei suoi fattori, l’hanno osservata con gli occhiali di una ideologia. E ancora oggi insistete nonostante i risultati siano sotto gli occhi di tutti, a riprova del fatto che il problema è una visione ideologica. Ma è un vostro problema: il popolo si sta già organizzando per andare oltre e uscire dalla crisi.

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
26/08/2014 - io invece... (Eugenio Bravetti)

lo ringrazio e concordo al 100000000 x 100000000 % tutto quanto scritto... speriamo che questa tragedia europea (cosi come è) finisca il prima possibile a qualsiasi prezzo...tanto è inutile sperare che le cose cambino, se c'era la volontà di farlo lo avrebbero già fatto. Dalle mie parti (le Marche) si dice che "chi vive sperando muore cac...o"

 
26/08/2014 - Grazie anche da parte mia ma... (Giuseppe Crippa)

Io invece non ringrazio molto Passali, o meglio: lo ringrazio per gli articoli (che leggo comunque volentieri nonostante i suoi modi un po’ saccenti) ma non condivido le sue idee che se trovassero attuazione ci ridarebbero un’Italietta autarchica stile anni '30 che verrebbe spazzata via dalla globalizzazione nel giro di qualche anno, un’inflazione a doppia cifra come quaranta anni fa (ma senza meccanismi di adeguamento) ed il discredito che merita un debitore insolvente.

 
26/08/2014 - Grazie,Passali! (Rodolfo Spezia)

La ringrazio per la chiarezza con cui ci spiega chi,come e perchè questi soggetti fanno il possibile per rovinarci. Ma,secondo me,lo fanno coscientemente. Perchè qualcuno,pochi ma potenti,ci guadagnano moltissimo.E questi fanno il loro gioco,e non gratis... Ci stanno facendo tornare indietro di secoli,quando c'erano pochi ricchi e tanti miserabili. E' quello il vero obiettivo.