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SPY FINANZA/ Spread ai minimi, le ragioni per non "esultare"

Pubblicazione:mercoledì 27 agosto 2014

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Già, perché ormai il mercato vive della regola “bad news is a good news”, nel senso che se le cose a livello macro stentano (garbato eufemismo) significa che le banche centrali saranno pronte a intervenire con altro denaro a pioggia da riversare su titoli di Stato e indici azionari e il casinò potrà continuare a generare utili per i soliti noti. Insomma, le aste vanno a gonfie vele e le Borse sfondano sempre nuovi record - l’altro giorno lo Standard&Poor’s 500 ha rotto per la prima volta quota 2000 punti - perché da un lato si sconta la vaghezza della Fed, ovvero si dà per scontato che almeno fino al secondo semestre del 2015 i tassi resteranno come sono e dall’altro si prezza negli assets il fatto che la Bce potrebbe in autunno dar vita al suo programma di Qe: dal mark-to-market siamo al mark-to-Draghi.

Attenzione però a desiderare cose che potrebbero davvero palesarsi e farci poi ricredere: guardate il grafico a fondo pagina, ci mostra la comparazione tra l’andamento del rendimento del decennale giapponese durante il Qe partito agli inizi degli anni Novanta e la dinamica di movimento di quello tedesco dal 2004 a oggi: vedete qualche similitudine? Cosa significa questo? Semplice, che l’Europa è in pieno processo di giapponesizzazione, un qualcosa che non solo non portò maggiore crescita e aumento dell’inflazione - gli obiettivi dichiarati di Mario Draghi - ma che vide l’indice Nikkei perdere il 62% in due anni a partire dal marzo 2001, quando la Bank of Japan diede vita al programma di stimolo.

C’è poi un’altra variabile da mettere in conto, quella geopolitica. Soltanto un mese fa, la potente lobby degli industriali tedeschi diede via libera a sanzioni più dure contro la Russia, dopo settimane di dibattito interno. Peccato che oggi, invece, abbiano cambiato idea e lo abbiano comunicato al mondo con un report nel quale si dice chiaro e tondo che l’export verso Mosca nel primo semestre di quest’anno è sceso del 15,5% rispetto al 2013 e che se le sanzioni andranno avanti il calo annuale potrà toccare il 25%, mettendo a rischio qualcosa come 50mila posti di lavoro. Non lo dico io ma la Confindustria tedesca (Bdi), la quale è un filino più pragmatica e meno salottiera della nostra: infatti, ha chiesto chiaro e tondo al governo di porre il veto su qualsiasi richiesta di ulteriori sanzioni, cosa che Angela Merkel ha immediatamente e pubblicamente fatto: notizie in merito da Matteo Renzi? Forse è troppo impegnato a twittare e a tirarsi secchiate d’acqua gelata.

Solo un mese fa, il presidente della BDI, Ulrich Grillo, tuonava parole di questo tono: «La Bdi e io personalmente ci siamo convinti che il comportamento del governo di Mosca nel conflitto ucraino debba comportare notevoli conseguenze per la Russia». Ecco invece la dichiarazione rilasciata ieri a Bloomberg: «Le esportazioni di macchinari tedeschi in Russia, soprattutto la componentistica, sono state duramente colpite dalle sanzioni alla Russia. Stando a nostri calcoli, l’export nell’area, possibile attraverso accordi con Mosca ora sospesi de facto, sta cominciando a risentire in maniera diretta: il calo delle esportazioni verso la Bielorussia nel primo semestre è calato del 21%. Avanti di questo passo, potremmo patire un calo dell’export verso Mosca del 25%, un dato che metterebbe a rischio circa 50mila posti di lavoro».

 


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COMMENTI
28/08/2014 - Colonizzazione tedesca (Andrea Gualtiero)

"L'europa sta diventando, grazie all'EU, simile all'Italia post risorgimento. Anch'essa, come l'Italia, è essenzialmente un'entità geografica. Pretendere forzatamente di farne un'entità politica è assurdo. Dunque essa seguirà il destino italiano. L'impossibilità di guerre intestine si tramuterà in brigantaggio e mafie. Le cordate mafiose dei popoli più coesi e meno intraprendenti diventeranno, lentamente, la burocrazia del nuovo ente. Per tutto il resto, ci saranno soltanto colonizzazioni, sfruttamento, uso degenere delle regole a vantaggio personale o di piccole comunità, minore libertà. Infatti, per ogni uso distorto delle leggi vigenti, nuove leggi restringeranno l'arbitrio individuale." Scrivevo questo, dieci anni fa, ad un amico. Vedo in corso la realizzazione di quelle mie previsioni. Oggi le cose sembrano essersi complicate, ma non è così. L'europa è un burattino informe nelle mani di Obama e tra i piedi di Putin. La Cina e la Russia sono i veri ed unici contendenti. E già la Russia agisce in visa di questo prossimo confronto. Gli USA sono outsiders. Che bello se, per una volta, mi pubblicaste! Che bello tra 15 anni leggere queste istanze e osservazioni che tentano la previsione!

 
27/08/2014 - l'ultima frase.... (Eugenio Bravetti)

è emblematica e chiarificatrice.... Renzi, Napolitano e tutti gli altri sono chiaramente d'accordo con il piano di colonizzazione, per forza altrimenti non ci sarebbe tanta ostinazione per distruggere l'Italia....oppure sono stupidi (e non credo) In entrambi i casi, se si potesse, andrebbero tutti spellati vivi