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SPY FINANZA/ I guai "nascosti" dell’Europa

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A fondo pagina il grafico che ci mostra plasticamente questo capolavoro assoluto: in parole e percentuali molto povere, un prestito su due a Cipro è inesigibile o, se preferite, in default o quasi. Il problema però è generale: quando si affronterà seriamente la questione delle sofferenze (Npl, Non-perfoming loans) e degli incagli degli istituti bancari dell’area euro nel loro complesso? Volete farmi credere che a fare chiarezza saranno quella buffonata degli stress test, quelli che tre anni fa videro le banche spagnole primeggiare, salvo dover essere salvate l’anno dopo con 41 miliardi di fondi comunitari e quelle greche e cipriote tutte promosse?

Ma sono tante le cose che la retorica europeista non vi dice. Ad esempio, che pochi giorni fa in Spagna, precisamente a Granada, alcuni contadini hanno protestato contro la catena di supermercati Carrefour, accusandola di approfittarsi di questa situazione per pagare ancora di meno i prodotti agroalimentari acquistati dai contadini spagnoli, già piegati dalle assurde sanzioni verso la Russia. Secondo alcuni economisti, infatti, il costo vero dell’embargo di Mosca verso i prodotti europei sarebbe almeno 100 volte superiore ai 125 milioni di euro offerti dall’Ue e la situazione pare non poter che peggiorare, visto che il collasso dell’industria agroalimentare sicuramente ridurrà la crescita economica nell’area Ue e il dato del Pil del Paese iberico, un altro dei miracolati dalla ricetta della troika, stando alla vulgata corrente. Informatevi gente e non fatevi abbindolare.

 

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