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SPY FINANZA/ I guai "nascosti" dell’Europa

Pubblicazione:giovedì 28 agosto 2014

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La giornata di lunedì scorso è stata davvero chiarificatrice della totale irrazionalità dei mercati. Dopo il meeting di Jackson Hole e il discorso di Mario Draghi, tutti attendevano la riapertura delle Borse europee per capire quale fosse il sentiment degli investitori nei confronti delle parole pronunciate dal numero uno dell’Eurotower. Come saprete, è stato un trionfo, indici tutti al rialzo ed euro ai minimi di 1,31 sul dollaro: insomma, superMario ha colpito ancora. Ciò che stona, però, è il contesto in cui si sono sviluppate queste notizie positive. In mattinata, infatti, giungeva la conferma che l’economia tedesca - ovvero la locomotiva dell’Ue - continuava a perdere colpi: ad agosto, infatti, l’indice Ifo sulla fiducia delle imprese è calato per il quarto mese consecutivo attestandosi a 106,3 punti, in diminuzione rispetto al dato di luglio a 108 punti e sotto i 107,1 punti attesi dagli economisti. A renderlo noto l’omonimo istituto di ricerca, aggiungendo che l’indicatore relativo alle condizioni attuali si è attestato a 111,1 punti e quello sulle aspettative a 101,7 punti.

Stando al giudizio di Klaus Wohlrabe, economista dell’Ifo, il Pil tedesco nel terzo trimestre avrà una crescita vicina allo zero, dopo il -0,2% del secondo trimestre. Nel 2014 la crescita tedesca dovrebbe attestarsi al +1,5%, contro un aumento atteso del 2%. Per Wolhrabe, comunque, l’economia tedesca resta ancora «lontana dalla recessione». Il calo è stato determinato dalle preoccupazioni legate alla crisi ucraina e all’impatto delle sanzioni contro la Russia che ha coinvolto in maniera determinante le imprese tedesche. Tuttavia, «il calo dell’ottimismo non si è ancora trasformato in panico», ha commentato l’economista di Ing Bank, Carsten Brzeski, sottolineando che sia la componente sulle condizioni attuali che quella sulle aspettative sono scese, ma che la prima è rimasta comunque su un livello “relativamente elevato” che dà speranze per il rimbalzo della crescita economica nel terzo trimestre.

In particolare, l’esperto ha precisato che il settore delle costruzioni è in buona salute, così come il mercato del lavoro e che complessivamente i numeri di lunedì hanno indicato che le imprese tedesche sono più realistiche degli operatori sui mercati finanziari: «Sia gli ultimi pmi che indici Ifo hanno fornito speranze sul fatto che la performance debole del secondo trimestre dell’anno non si tramuterà in un lungo periodo di delusione per ora», ha concluso Brzeski. Mah, il settore delle costruzioni sarà anche in buona salute, ma con i prezzi delle case in continuo aumento c’è il forte rischio di una trappola cinese, ovvero un surplus di offerta che se non accompagnato da dinamiche macro che permettano un calo dei costi degli immobili o un rialzo - pressoché impossibile - dei tassi da parte della Bce potrebbe trasformarsi in sabbie mobili per il comparto.


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