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GEO-FINANZA/ Lo scontro che mette all'angolo Europa e Italia

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Oggi abbiamo il blocco dei nuovi paesi membri dell’Ue, quelli dell’oltre cortina, che sono i più feroci alleati americani contro la Russia, insieme alla Svezia. Il cuore dell’Europa continentale e meridionale è molto più moderato su questa questione. Quindi, da un punto di vista strategico, la “vecchia” Europa dei 6, quelli della Ceca, si trova accerchiata con a Est e a Ovest e a Nord dei “falchi” iper-petro-dollarizzati. Una situazione inedita, provocata se non addirittura voluta dagli Usa. In questo modo l’Ue non esiste più!

Le parole di Zbigniew Brzezinski, consigliere per la sicurezza nazionale durante la presidenza di Jimmy Carter e tra i più influenti consiglieri Democrats, sono state chiarissime: “L’Italia è un problema”! Nell’intervista rilasciata a Msnbc l’anziano ebreo polacco naturalizzato americano dopo la Seconda guerra mondiale ha anche chiarito che “si può andare avanti senza aspettare gli ultimi (l’Italia, ndr)”. L’eco ruggente delle parole feroci della Madelaine Albright, un’altra Democrat ebrea ungherese naturalizzata americana e già Segretario di Stato durante la guerra jugoslava, suonano come le campane a morto per l’Ue e per la sua inesistente politica estera. Insomma, un messaggio di fuoco contro l’Ue e di chi ne ha il semestre di presidenza, l’Italia. L’era Kissinger è finita da almeno venti anni! E con essa è finita anche l’Ostpolitick.

La guerra finanziaria americana contro gli alter-dollaristi ha avuto necessità di “disciplinare” l’Europa. Prima con gli effetti inizialmente (mal)celati della crisi finanziaria americana del 2006-2007, poi con l’esplosione del debito pubblico europeo manipolata dalle agenzie di rating americane e da ultimo con sanzioni di inusitata pesantezza nei confronti di banche europee. L’ultimo caso è stato quello della francese Bnp Paribas, che ha “dovuto” accettare un patteggiamento per una multa di 9 miliardi di euro (oltre un anno di profitti!).

Adesso, sorgono dubbi sulla tenuta delle banche tedesche. La Germania, con l’Italia, aveva tentato di rendere meno isterica la reazione americana contro la Russia, e quindi dev’essere punita. Infatti, come per incanto, circolano informazioni sulla possibile “esplosione” della Deutsche Bank. Quest’ultima sarebbe gravemente a rischio visto che ha una leva sul capitale sociale di 100 volte: il suo pacchetto di derivati sarebbe di 54,7 trilioni di dollari a fronte di 522 miliardi di dollari di capitale! La somma che Deutsche Bank avrebbe in derivati equivale a cinque volte il totale del Pil dell’intera Ue! Ma anche Unicredit, che è meno esposta della Bnp o della Deutsche Bank, è comunque la banca italiana più esposta nella Ostpolitik che a suo tempo vollero i D’Alema e i Fassino. 

La cautela ispirata dalla tradizione della Farnesina non paga più. La presidenza italiana dell’Ue è in un vicolo cieco. Ogni giorno perso potrebbe tradursi in “granate” finanziarie contro l’Italia, la Germania e la Francia. Una vera carneficina! Ricordiamoci che il Tesoro americano, tramite un suo speciale e riservato dipartimento, ha la capacità di contare su qualcosa come 35 trilioni di dollari, considerati come aggregato della capacità finanziaria dell’Occidente, mentre la Russia al meglio pesa circa 2 trilioni di dollari (poco più della California). È facile capire che mentre in Medio Oriente e in Ucraina c’è la guerra con le armi tradizionali, in Europa è scoppiata una guerra non convenzionale. Le spuntate armi di Draghi non potranno fare molto e gli addormentati dell’europeismo d’antan non capiscono, e non capiranno, neppure che cosa stia accadendo.



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