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TELECOM/ La "cura" di Adriano Olivetti per evitare il declino

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Adriano Olivetti (Immagine d'archivio)  Adriano Olivetti (Immagine d'archivio)

Linee guida di Adriano Olivetti per Telecom Italia:

- Si provveda immediatamente a rendere la società una vera Public company con un idoneo management attento a ciò che mio padre mi disse: “Fa quello che ti pare, ma non licenziare nessuno perché la disoccupazione involontaria è il male più terribile che possa capitare a un essere umano”.

- Ci si adoperi affinché mai più possano “governare” l’azienda “capitani coraggiosi” e “finanzieri opportunisti”.

- Ciascun dipendente, nessuno escluso, dal dirigente, al tecnico, all’impiegato, all’operaio si assuma la giusta responsabilità per la miglior riuscita del proprio lavoro e sia sempre attento a cogliere ogni aspetto che possa migliorarlo, si vigili affinché ciò si realizzi.

- Sia sempre privilegiato il lavoro che promuove la collaborazione tra le persone per essere proiettati verso il bene comune.

- Sia mantenuta l’unicità dell’azienda rete fissa e mobile, settore tecnico e commerciale.

- Siano oggetto di accordo con le organizzazioni sindacali e dei dirigenti, forme di ammortizzatori sociali interni, oltre i contratti di solidarietà, per lavorare tutti guadagnando meno per periodi prestabiliti di tempo.

- Siano rafforzate e ampliate nel contempo forme di welfare aziendale, innanzitutto a tutela della famiglia e della persona.

- Si provveda, con tutti i soggetti interessati, a promuovere e realizzare i necessari investimenti infrastrutturali per l’ammodernamento della rete a partire dalla fibra e mantenendo il rame.

- Siano intraprese tutte le iniziative per favorire l’innovazione tecnologica anche attraverso investimenti nella ricerca interna all’azienda.

- A chi mettesse in dubbio tali minime “Linee guida”, considerandole utopistiche e fuori dal tempo, gli si rammenti la parabola discendente subita da Telecom Italia dal 1994 a oggi.

Ci sono forse migliori suggerimenti oltre questi che debbono stare alla base di ogni decisione: più finanza per la fabbrica e meno fabbrica per la finanza!

Cordiali saluti,

 

Ermanno Gargano

(Dipendente Telecom Italia, già sindacalista Fistel-Cisl rientrato in azienda)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
30/08/2014 - manca la cultura dell'investimento. (Fausto Testaguzza)

Mi complimento per la lettera del sig. Ermano Gargano, perchè da essa emergono un amore per il proprio lavoro oggi non comuni. Una voglia di affronatare il futuro che negli ultimi anni, nel nostro Paese, è stata troppo umiliata e derisa a favore di una cultura, finaziaria, del mordi e fuggi. Una cultura che dobbaimo superare tornando a investire su se stessi e sul futuro. Non lo so se ci riusciremo, ma sono certo che se lo facciamo e molto presto, sarà sempre più dura. Non resta quindi che sperare per il meglio e tornare al più presto a investire. Grazie e saluti.