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FINANZA E POLITICA/ La “trappola” di Monti per Renzi

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Facciamo un passo un po’ più indietro ai tempi del Governo Monti. Il Premier e i suoi non hanno toccato la “legge rafforzata sul pareggio di bilancio” che li costringe a chiedere ogni anno una deroga all’Unione europea e comunque espone Governo e Parlamento a vertenze anche solo “incidentali” di fronte alla Corte Costituzionale. Una legge di cui non c’era alcuna esigenza, una volta ratificato il Fiscal compact, ove l’art. 81 della Costituzione venisse applicato correttamente. La volle fortissimamente il Ministro Moavero (ai tempi del breve Governo Monti) per mostrare ai suoi colleghi funzionari della Commissione europea come in pochi mesi aveva cambiato la mentalità degli italiani. La vanagloria è sempre dannosa.

Ora il Governo Renzi è nei guai. Da un lato, può cambiare il disegno di legge di riforma della Costituzione rendendo un mucchio di cocci un vaso di Pandora già a rischio di venire rotto. Può tenersi la “legge rafforzata” così com’è sapendo, però, di trovarsi nella posizione di quel proverbio fiorentino secondo cui ci sono mariti che per fare dispetto alla moglie si fanno tagliare gli attributi. È un pasticciaccio brutto. Solo lui può decidere cosa fare. Anche perché gli attributi sono i suoi.

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