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Economia e Finanza

FINANZA/ Il debito che “garantisce” i poteri forti

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Il debito dei 27 paesi dell’Unione europea è passato dai 6 mila miliardi del 2002 ai 12 mila e 400 miliardi del 2014; sempre mantenendo il paragone con il 2002 (anno dell’introduzione della moneta euro cartacea) l’Italia è passata dai 1371 miliardi ai 2140 di quest’anno (previsti solo 2170 per l’anno prossimo, forse intendono spremerci); la Francia da 912 a 2089 miliardi; la Spagna da 383 a 1107 miliardi; la tanto lodata Irlanda, da 41 a 211 miliardi. Ma i termini percentuali rendono ancora meglio quanto è successo. Dal 2002 a oggi, il debito pubblico italiano è aumentato del 56%, quello tedesco del 66%, quello francese del 120%, quello spagnolo del 170%, quello greco del 102%, quello irlandese del 392%. E a dirla tutta, possiamo pure dire che il Lussemburgo ha visto aumentare il proprio debito pubblico del 637%.

Un tale debito, sempre crescente, puoi tenerlo sotto controllo se inflazioni (quando hai la sovranità monetaria). Ma ora siamo nelle mani della Bce, che ha il compito unico e irrevocabile di tenere sotto controllo l’inflazione, cioè ha il compito di mandarci scientificamente in rovina. Questa è la funzione moderna del debito. Quindi nel sistema monetario attuale la crescita del debito è un elemento strutturale e inevitabile. Ma non si può dire. Allora perché mai Cottarelli l’avrà detto? Avrà un secondo fine? Si vocifera che il motivo sia una recente legge approvata a fine giugno dal governo: a lavoratori già in pensione è vietato assumere incarichi pubblici, se non a titolo gratuito. Quindi Cottarelli sta per perdere il suo stipendiuccio, che lui sommava alla sua certamente modesta pensioncina.

Un ulteriore chiarimento da questa situazione ingarbugliata viene dalla ipotesi che a sostituire Cottarelli sarà il consigliere economico di Renzi, l’onorevole Itzhak Yoram Gutgeld, direttore della importante società McKinsey & Company. Magari è l’uomo giusto al posto giusto, per operare opportunamente (per chi?) in un’economia di guerra. La McKinsey & Company è un colosso della consulenza, da cui provengono anche Corrado Passera (ex Banca Intesa) e Alessandro Profumo (ex MPS). Una garanzia, no? Una garanzia per i poteri finanziari, ovviamente. Prepariamoci con serenità, sapendo che alla fine (noi popolo) vinceremo. Il valore della moneta dipende dalla fiducia. Non dai giochi di potere. Almeno non per molto.

 

P.S.: Mi pare che nessuno abbia commentato la recente caduta dell’euro, passato dalla soglia di 1,40 a 1,34 nel cambio col dollaro. Una boccata d’ossigeno per le nostre esportazioni, ma un micidiale vantaggio competitivo per le esportazioni tedesche. Intanto la Russia fa incetta di oro. La tempesta si avvicina.

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COMMENTI
05/08/2014 - Debito (Diego Perna)

A questo punto sarebbe interessante chiederci chi ha questi debiti, a chi sono andati e vanno tutti questi soldi. Sono in mano alle banche? Ma queste non sono spesso anche loro piene di debiti e vengono nazionalizzate, vedi Portogallo; e allora chi ? gli investitori privati? I grandi gruppi finanziari? Ma questi che cavolo di interesse hanno a fare andare i popoli alla malora? É possibile che ci sia sotto la mano della massoneria mondiale? Forse é questa che vuole il potere sul mondo?