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SPY FINANZA/ Draghi e la “trappola” che può scattare per l’Italia

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Mario Draghi (Infophoto)  Mario Draghi (Infophoto)

E attenzione, se è vero che la parte a breve termine della curva italiana è più al riparo dalle vendite, in quanto gode della rete di sicurezza garantita dalle prossime operazioni Tltro che la Bce avvierà nel prossimo autunno e dovremmo quindi riuscire tecnicamente a contenere aumenti di rendimento nel segmento tra i 2 e i 5 anni, tocca però vedere cosa faranno i mercati sulle scadenza del decennale e quanto si vorrà testare il terreno di un eventuale attacco estivo oppure garantire ancora una tregua fino all’autunno per vedere davvero cosa farà la Bce. La quale oggi riunisce il board per decidere sui tassi d’interesse, con ogni probabilità destinati a rimanere invariati sia per quanto riguarda quello di rifinanziamento principale che per quello sui depositi.

Il problema è sempre lo stesso, però, quello di cui vi parlo da mesi: il denaro di quelle aste non andrà affatto alle imprese, la riattivazione del credito per l’economia reale è una pia illusione se non si arriva all’unica cosa da fare subito, oggi: ritardare, dilazionandone di tempi di messa in pratica, se non addirittura sospendere le nuove normative imposte agli istituti di credito da Basilea e dar vita a una bad bank a livello europeo che obblighi davvero gli istituti a dire la verità sullo schifo che hanno nascosto nei bilanci. Con le sofferenze che continuano a crescere e la necessità di deleverage sugli assets per centrare i parametri richiesti dai regolatori, le banche non potranno prestare soldi e inoltre quelli che hanno dovranno usarli in parte per continuare a comprare debito sovrano, in caso le turbolenze di questi giorni rimettano lo spread sulle montagne russe.

Che farà quindi Draghi? Derogherà a quanto dichiarato e permetterà alle banche di usare i soldi delle aste anche per comprare debito? Forzerà la mano con la Bundesbank e interverrà col cannone sul mercato secondario per placare le sell-off speculative? Oppure proseguirà soltanto con acquisti mirati attraverso la non sterilizzazione dei bonds acquistati all’interno del programma Smp? L’unica speranza è che oggi Mario Draghi dia indicazioni chiare ai mercati, perché il tempo sta davvero per finire. Siamo di nuovo in recessione e con l’inflazione così bassa il rischio della deflazione sale. Inoltre, con una ratio debito/Pil già fuori controllo oggi, se si continua a contrarre il denominatore, rischiamo davvero di entrare in una “debt trap” pericolosissima.

Francamente non vedo nessuno a Roma in grado di fronteggiare una situazione di questa gravità, vedo solo professionisti delle slide e dell’annuncio: ma qui si rischia il Titanic davvero, se non l’avete capito. E attenti, perché con l’estate potrebbe riaprirsi prepotentemente un capitolo che si pensava chiuso, grazie anche al silenzio complice della grande stampa: ovvero, Monte dei Paschi, il cui titolo ieri ha aggiornato i minimi post-aumento di capitale. Occhio, perché al di là della questione Monti-bond, quella banca è ancora strapiena di titoli di Stato italiani. E se in Borsa dovesse scendere sotto quota 1 euro per azione, qualche fustigatore agostano potrebbe anche tentare l’assalto. E allora, non dico un bando dello short selling della Consob ma nemmeno un miracolo della Bce ci salverebbe dal terremoto.



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COMMENTI
07/08/2014 - Provateci voi bravi! (claudia mazzola)

Noi abbiamo tutte le soluzioni del mondo a parole, intanto chi occupa quei posti cerca di dare una soluzione in fatti.

 
07/08/2014 - de-dollarizzazione (Pietro Sita)

L'arroganza dell'amministrazione Americana nel voler imporre sanzioni a chi pare a loro, sta mettendo nei guai il dollaro. Qui si rientra nell'argomento del sistema monetario. L'America ha imposto l'uso del Dollaro in tutte le transazioni petrolifere, questo comporta che i paesi che acquistano o vendono petrolio da/a qualsiasi paese devono approvvigionarsi di dollari a New York. la Fed stampa dollari creandoli dal nulla e li cede a chi li richiede in cambio di merci. Questo ha permesso all'America di vivere al di sopra dei propri mezzi e di imporsi con l'arroganza delle armi e della finanza sul resto del mondo. Il premio Nobel per la pace Obama dovrebbe avere il pudore di restituire l'onorificenza a quei lobotomizzati che glielo hanno conferita. Putin,a seguito delle sanzioni imposte dagli Usa,con una serie di accordi bilaterali,e non solo, sta cominciando a mettere fine al dollaro come moneta di riserva mondiale. E' questo il motivo per cui Obama insiste per aumentare le sanzioni e fa pressioni sull'Europa. La de-dollarizzazione degli scambi internazionali avrebbe ripercussioni tremende per loro. Attenzione perché per l'America è un problema di "sicurezza nazionale" e questi bellimbusti sono disposti tranquillamente a scatenare una guerra mondiale per evitare una débâcle finanziaria. Non a caso alcuni economisti Americani cominciano a teorizzare che per uscire dalla crisi è necessario "a major conflict". Si, perché l'America è uscita della crisi ma con dei numeri TAROCCATI!

 
07/08/2014 - Siamo in mano ai cialtroni!! (Pietro Sita)

Draghi come Monti, Padoan,la Lagarde, Cottarelli.. tutti fenomeni che però rappresentano il problema e non la soluzione. Sono tutti soggetti che concorrono a perpetuare un sistema marcio fin dalle fondamenta. Bisogna rifondare il sistema monetario: quello esistente ha portato a questo disastro. Gli stati devono avere sovranità monetaria e sono gli unici che hanno la facoltà di emettere moneta senza debito e senza interessi. Sicuramente i politici sono dei cialtroni ma i banchieri e i grandi finanzieri lo sono molto di più. Il debito è creato da loro con il signoraggio e la riserva frazionaria. Studiate gente...studiate. La "grande" stampa sussidiata fa solo disinformazione. Tutte le supercazzole di Renzi e dei politici europei sulla flessibilità e lo sforamento del vincolo del 3% non risovono nulla. Ogni anno continueremo ad accumulare debito ed ogni anno continueranno manovre su manovre per metter in "sicurezza" i conti. E' da tre anni che ci viene propinata questa favoletta ed ogni anno anziché migliorare le cose peggiorano. La crescita non comincerà mai finchè non si cambia il sistema monetario. Nei prossimi trimestri il PIL continuerà a contrarsi non solo per le politiche di austerità, che cominciano a mettere in crisi anche i fenomeni teutonici, ma crollerà grazie alle coglionerie di un Obama e degli "alleati" europei che si sono intestarditi a porre sanzioni alla Russia. Le ritorsioni Russe faranno precipitare le esportazioni dell'Europa verso est. Grazie Obama.