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Economia e Finanza

FINANZA/ Il “peccato” del Bitcoin di cui nessuno parla

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Infatti, ad alimentare il fascino di una ricchezza facile hanno dato il loro contributo tanti media, quegli stessi che in questi decenni non hanno certamente contribuito alla diffusione (o alla cernita) dei valori. Così viene esaltato il fatto che tale Franco Cimatti abbia realizzato guadagni percentuali favolosi (1000% o forse più, e pure facendo senza sapere cosa stesse facendo, come da lui stesso candidamente ammesso), ma nulla si dice sul fatto che ora lui tenga da parte gelosamente il suo gruzzolo, confidando in un’ulteriore crescita del suo patrimonio.

Ma proprio in questo atteggiamento, cosa lo distingue da un classico speculatore finanziario? Ha forse creato ricchezza reale? Ha prodotto qualcosa? Se è vero che “stampando moneta si rovina l’economia”, come ripetono tutti i denigratori di un ritorno alle monete nazionali (e fanatici dell’euro), perché in questo caso nessuno dice nulla?

Oggi non c’è dubbio che ogni Bitcoin valga tanti euro e tanti (più!) dollari, ma questo depone a favore dei Bitcoin o a sfavore della salute delle monete ufficiali? E la malattia grave delle monete ufficiali può essere considerata di buon auspicio per il Bitcoin, visto che questo stesso sistema è quello che dà tanto valore al Bitcoin? In fondo il valore del Bitcoin, rispetto alle monete ufficiali, è ben guadagnato, bisogna riconoscerlo. Ma è ben guadagnato grazie a una peculiarità che non so bene quanto sia positiva. Infatti, tale valore è dovuto a una caratteristica intrinseca del Bitcoin (come di tante monete similari nate sulla scia della fama): la rarefazione monetaria.

La rarefazione monetaria è quel fenomeno che esalta il valore di chi possiede moneta e allo stesso tempo deprezza il valore di ciò che quella moneta potrebbe guadagnare, cioè il lavoro (o il frutto del lavoro). Quindi l’esaltazione del valore di una moneta (sulle altre monete, ma molto di più sul lavoro umano) è precisamente la descrizione del fallimento di un sistema monetario in funzione dell’economia reale, in funzione del bene comune.

E gli avvenimenti politici ed economici di questi giorni ne sono una triste testimonianza. Le smentite di una manovra aggiuntiva si ripetono da oltre due mesi: da Renzi in giù, tutti a smentire l’ipotesi di un nuovo intervento nelle tasche degli italiani. L’ultimo è stato Baretta, sottosegretario al Tesoro, intervenuto dopo qualche giorno dalle dichiarazioni del ministro Padoan. Ma qualche giorno fa, di fronte a medesime domande, la risposta è stata un laconico “no comment”. Del resto, il nostro ministro è impegnato in delicate faccende: in Cina per promuovere la vendita (svendita?) del 35% della Cdp Reti, società che controlla in Italia il trasporto di gas (Snam) ed energia (Terna).

Stiamo vendendo il casottino dell’energia elettrica di casa nostra a un nostro vicino (nemmeno troppo vicino) e nessuno dice niente. Che interessi può avere lui? Sono i nostri interessi? Viene un certo sospetto: che la deflagrazione dei conti dell’Italia, inevitabile in caso di mancata crescita (come ormai tutti prevedono facilmente, pure io!), sia un altro favore ai cinesi (o ai cinesi di turno) per comprarsi i nostri beni per un tozzo di pane. Ma ci son beni, soprattutto spirituali, che non sono facilmente vendibili. E l’essere italiani non è una dote vendibile.

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COMMENTI
01/09/2014 - Grazie per aver parlato di Bitcoin (Francesco Canessa)

La ringrazio di aver parlato di Bitcoin, perche' veramente in pochi ne parlano. Riguardo alla fiducia nel Bitcoin (tecnologia) e alla fiduca nel bitcoin (b minuscola, che indica la valuta), ci sono sempre piu' persone che acquistano bitcoin o si fanno pagare in bitcoin e hanno fiducia in esso come se fosse una valuta fiat tradizionale. Con l'invenzione tecnologica di bitcoin finalmente si puo' possedere di nuovo un valore monetario al 100%, perche' alla fine, un "conto" bitcoin si riduce a essere una coppia di "stringhe", un indirizzo pubblico, per ricevere pagamenti e una password sicura del conto (~50 caratteri), chiamata chiave privata. Nessun ente terzo e' fiduciario dei fondi contenuti nel conto, se aprite un conto installando un programma (client) bitcoin siete voi gli unici proprietari. Il tutto e' affidato a degli algoritmi matematici; non mi sorprende che sempre piu' persone si fidino sempre di piu' di un algoritmo matematico invece di fidarsi delle banche nazionali/centrali per problemi come la superinflazione. Come moneta, bitcoin ha anche la peculiarita' di essere la prima moneta globale, non legata a nessuno stato e di essere una tecnologia piu' sicura (a livello informatico) e piu' veloce delle attuali tecnologie usate negli odierni sistemi bancari. Non e' pero' tutto roseo: se si perde la password (chiave privata) del proprio "conto" bitcoin possiamo salutare tutto il valore "contenuto" in esso, inoltre attualmente la volatilita' del valore del bitcoin e' alta.

 
10/08/2014 - Cos'è la moneta? (Mirco Romanato)

Bella domanda a cui l'articolista non sa proprio cosa rispondere. Cos'è una cosa che non si consuma (dopo tutto i soldi nons i mangiano) ma si scambia solamente in cambio di merci e servizi? Deve avere un valore di consumo diretto oltre che un valore di scambio indiretto? Bitcoin, proprio perché nasce senza nessun valore di uso diretto pratico, dimostra che la moneta non ha bisogno di avere un valore di uso diretto. Come dimostra l'oro, quando il valore come mezzo di scambio indiretto aumenta, gli usi per il consumo indiretto diminuiscono e diventano nulli o quasi. La moneta deve avere delle caratteristiche specifiche che la rendono una buona moneta (migliore di altre nello specifico uso). Bitcoin ha, per progetto, molte di queste caratteristiche e queste caratteristiche sono espresse ad un livello superiore a quello delle tradizionali monete fiat o basate su commodity (come l'oro). La moneta nasce, sebbene in modo "casuale" (ma non a caso) come modo di tenere traccia del credito che una persona ha verso il resto della società. In passato cose come il sale, l'argento, l'oro, il rame, erano scambiate perché facilmente rivendibili in cambio dei beni desiderati. Non potendo avere un unico libro mastro che tenga traccia di tutte le transazioni tra individui, il possesso di oro (o altro) assolveva questo compito. La comunitò riconosceva un certo valore nell'oro come adesso riconosce un certo valore nel bitcoin.

RISPOSTA:

Non so cosa rispondere alla domanda su cosa sia la moneta? Mah, se proprio non si vuole comprare il mio libro "Eurocidio" (www.eurocidio.it) può trovare sempre diversi articoli miei su questo sito, come questo (LINK http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2010/5/27/FINANZA-Ecco-perche-rischiamo-una-crisi-peggiore-del-29/88726/ ) oppure questo (LINK http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2010/6/2/CRAC-GRECIA-I-buoni-sconto-per-uscire-dalla-crisi-del-debito/90039/ ). L'ignoranza sulla questione monetaria, a mio modesto parere, porta a tener un gran considerazione una moneta come il Bitcoin, i quali secondo alcune statistiche per il 70% circa non sono mai stati spesi. In un momento drammatico di rarefazione monetaria, occorre moneta utile per l'economia reale, non un giocattolo per internauti. La gravità della crisi attuale imporrebbe ben altre soluzioni. (Giovanni Passali)

 
10/08/2014 - Colpa nostra (Vittorio Cionini)

Se non è vendibile non vale niente. Mi sembra al contrario che molta gente voglia "italianizzarsi" trasferendosi qui e/o comprando i nostri valori materiali e culturali (su quelli morali si potrebbe aprire un dibattito molto acceso). Sono disposti a pagare quindi a dare valore a cose che noi siamo stati capaci solo di distruggere o degradare. La colpa è solo nostra, di tutti noi indistintamente che non siamo riusciti a fare fronte comune contro i nostri mali endemici. Vittorio Cionini