BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

SPY FINANZA/ Bce, il piano Draghi è fallito

Mario Draghi (Infophoto) Mario Draghi (Infophoto)

Ma c'è ancora di più, c'è la ragione principale per la quale il piano di Draghi è destinato a fallire miseramente: non c'è abbastanza collaterale, ovvero assets eligibili presso la Bce, per poter fare la differenza, ovvero ottenere acquisti - e quindi denaro - per riattivare i meccanismi di trasmissione del credito.

Prendiamo gli ABS, i prestiti cartolarizzati che dovrebbe garantire la marcia in più all'operazione della Bce: bene, si tratta di un mercato - per quanto riguarda l'eurozona - da 1,2 triliardi che si è contratto di oltre il 40% dal 2010 ad oggi, proprio per le sempre più stringenti regole imposte dalle varie istituzioni europee in nome della lotta a quel debito che sta facendo incancrenire la crisi finanziaria. Si tratta, tipicamente, di prodotti acquistati da fondi pensione, assicuratori e banche che li tengono fino a maturazione: bene, dal suo quartier generale all'Aja, la Aegon Asset Management, uno degli operatori più attivi sul mercato ABS e con asset in gestione per 240 miliardi di euro, fa sapere a Draghi che “per acquistare un miliardo di ABS ci sono voluti tre mesi, quindi quando sentiamo che i numeri che circolano attorno agli acquisti della Bce sfiorano i 500 miliardi, ci viene da chiedere, da dove li farà saltare fuori? I bond già esistenti, infatti, non sono disponibili, quindi non resta altro alla Bce che chiedere alle banche di crearne di nuovi”.

Per Patrick Janssen, fund manager alla M&G Investment di Londra, “la mossa della Bce è teoricamente buona ma bisogna stare attenti a non alienare chi già oggi opera sul mercato degli ABS, c'è il rischio fondato che chi investe come noi si trovi chiuso fuori dal mercato”. Anche perché i dati parlano chiaro: il mercato europeo degli ABS è calato a 74 miliardi lo scorso anno dal picco di 325 miliardi del 2007, circa un calo dell'80% stando a dati di JP Morgan Chase: di più, Citigroup stima che quest'anno soltanto 13 miliardi di euro di bond pubblici disponibili sul mercato sia legato a prestiti verso piccole e medie imprese, la categoria che più interessa riattivare a Draghi.

Insomma, la situazione attuale ci dice che la Bce non solo non ha ancora un piano operativo per gli acqusti di ABS e che sarà costretta ad affidarsi, come ha già fatto con Blackrock, ad agenzie esterne per operare sul mercato ma lo farà, di fatto, in totale assenza di collaterale esigibile, a meno che, come già fatto in passato, non cambi le regole in corsa e accetti anche la carta da parati, quindi ABS non investment grade, di fatto ciò che servirebbe davvero alle banche per ripulire i bilanci. Anche perché nei suoi piani iniziali, la Bce intendeva acquistare solo bond assicurati nella categoria senior e nel loro segmento meno rischioso, oltretutto in "porzioni" ridotte, la cosiddetta "mezzanine part", sempre che i governi offrissero una garanzia. Peccato che per ottenere l'effetto sperato l'Eurotower debba comprare le parti junior delle securities, visto che banche e assicurazioni che detengono bonds devono accantonare più capitale per assicurarsi sulle perdite eventuali delle porzioni junior degli assets.