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SPY FINANZA/ Bce, il piano Draghi è fallito

Pubblicazione:mercoledì 10 settembre 2014

Mario Draghi (Infophoto) Mario Draghi (Infophoto)

Il Re è già nudo. Dopo l'euforia di giovedì scorso, quando i mercati festeggiarono con rialzi irrazionali le parole di Mario Draghi, la realtà comincia a farsi largo: il piano della Bce non cambierà nulla a livello di dinamiche fondamentali, ovvero la riattivazione della trasmissione del credito.

Per più di un motivo. A detta di Andrew Roberts, capo analista del credito a Rbs, “questo è l'ennesimo giochino messo in campo dalla Bce, lo stesso che vediamo da tre anni a questa parte. E' tutto fumo, un gioco di specchi all'atto dell'annuncio ma quando si passa all'analisi reale di quanto contenuto, ci si rende conto che non c'è proprio nulla di quanto ci si attendeva”. In effetti, le nuove misure aggiungono ben poco a quanto già annunciato in giugno e, oltretutto, il poco di più che è formalmente presente pecca non poco di dettagli operativi, rinviati dallo stesso Draghi alla riunione del 2 ottobre. Nelle parole del numero uno dell'Eurotower, il bilancio della Bce verrà ampliato al livello del 2012, circa 3,1 triliardi di euro, ovvero un aumento di un triliardo, ma la gran parte di questa estensione avverrà in forma di prestiti alle banche attraverso la cessione di collaterale, quindi nulla che carichi di rischio lo stato patrimoniale della Banca centrale e un qualcosa di molto differente da un reale programma di QE.

Sempre Draghi, poi, ha parlato di una cifra attorno al triliardo di euro per quanto riguarda le due aste TLTRO ma ci sono delle criticità: primo, a questa cifra vanno sotratti i pagamenti per il denaro ottenuto dalle prime due aste LTRO da parte delle banche e secondo, per Nick Matthews di Nomura, gli acquisti di ABS, bond legati a mutui e covered bond attualmente si aggirano attorno ai 450 miliardi di euro, una cifra ben più bassa. Presa in questa prospettiva stiamo parlando, spalmando gli acquisti su tre anni, di 12,5 miliardi al mese, qualcosa di ridicolo e che di fatto non comincerà se non alla fine di quest'anno, nella migliore delle ipotesi: e se il QE ha una funzione è proprio quella di operare attraverso l'effetto di massa critica, ovvero deve partire subito e al massimo della forza per rompere il circolo vizioso.

Qui ci sono tanti annunci e poco più. Giusto per dare un'idea, Marcel Fratzcher del DIW Institute tedesco ha chiesto acquisti pari a 60 miliardi di bond sovrani ogni mese, qualcosa come lo 0,7% del debito totale dell'eurozona e di fatto una cifra abbastanza in pari con gli acquisti della Fed. La Bank of Japan, poi, sta acquistando assets per 55 miliardi di euro al mese per cercare di sconfiggere la deflazione, una cifra che se aggiustata sul criterio della ratio del Pil equivarrebbe a 140 miliardi di acquisti mensili nell'eurozona, ovvero dieci volte la cifre su cui sta operando e ragionando la Bce. Per Roberts di RBS, quindi, quanto annunciato dalla Bce “semplicemente non ha senso, tanto più che si parla di acquisti limitati ad asset di alta qualità. Così facendo non si aiutano certo le banche a ripulire i bilanci dai crediti più scadenti e difficoltosi, quindi non le si mette in condizione di riattivare il credito a imprese e famiglie”.


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