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SPY FINANZA/ Le sanzioni dell'Ue a Putin, un "boomerang" che piace a Obama

Pubblicazione:giovedì 11 settembre 2014

Vladimir Putin (S) e Barack Obama (Infophoto) Vladimir Putin (S) e Barack Obama (Infophoto)

Quando si dice, poche idee ma confuse. L'altro giorno sono state approvate dai 28 Stati europei le nuove sanzioni contro la Russia, ma se da un lato la Commissione europea ha già ribadito che le sanzioni saranno "reversibili", quindi potranno essere sospese o ritirate se la situazione in Ucraina migliorerà e se la Russia darà prova di agire a favore dell'allentamento delle tensioni, favorendo una soluzione politica della crisi, dall'altro l'entrata in vigore delle stesse è stata posticipata per valutare l'evolversi del cessate il fuoco ed eventualmente evitarne l'implementazione. Della serie, facciamo i duri ma l'inverno si avvicina.

Vediamo un po' nel dettaglio l'ultima tornata di misure suicide votate dall'Ue. Tra le nuove sanzioni, compaiono subito restrizioni all'accesso ai mercati dei capitali europei per le grandi società energetiche russe, ovvero Rosneft, Transneft e Gazprom. Le tre società rientrano, infatti, nei criteri per le restrizioni ai finanziamenti di mercato per le banche (nel mirino cinque banche statali, tra cui Sberbank e Vtb Bank), le imprese del settore difesa ed energetiche controllate dallo Stato nella misura superiore al 50%. In pratica, gli investitori Ue non potranno acquistare obbligazioni e azioni di tali società e concedere prestiti.

Nella lista nera ci sono anche poi Opk Oboronoprom, United Aicraft Corporation e Ural Vagonza Vod, e nove società del settore civile/militare: Jsc Sirius (optoelettronica per scopi civili e militari), Ojsc Stancoinstrument (ingegneria meccanica), Oao Jsc Chemcomposite, Kalashnikov (armi leggere), Jsc Tula Arms Plant (sistemi militari), Npk Tchnologii Mascinostrojenija (munizioni), Oao Wysokototschnye Kompleksi (sistemi anti-aerei e anti carro), Oao Almaz Antey (armi e munizioni), Oao Npo Bazalt (armi e munizioni). Più nel dettaglio, nel documento del Consiglio europeo è indicato che saranno proibite l'acquisto diretto o indiretto e la fornitura di servizi di investimenti o assistenza per l'emissione di bond o strumenti finanziari simili con una scadenza superiore a 90 giorni emessi dal primo agosto al giorno in cui entreranno in vigore le nuove sanzioni e a 30 giorni per quelle emesse successivamente dalle più importanti banche o istituzioni finanziarie di sviluppo di proprietà pubblica per oltre il 50% o sotto controllo statale, da entità stabilite fuori dalla Ue possedute dalle stesse società.

Stop anche all'acquisto o alla vendita e alla fornitura di servizi o di ogni altra transazione avente per oggetto bond e azioni con una scadenza superiore a 30 giorni da parte di entità stabiliti in Russia impegnate e con maggior attività nella concezione, nella produzione, nella vendita o nell'esportazione di servizi o equipaggiamenti militari eccetto quelle entità attive nei settori spazio ed energia; entità stabilite in Russia che sono controllate dallo Stato o per oltre il 50% di proprietà pubblica con asset superiori a mille miliardi di rubli e quelle il cui reddito deriva per almeno il 50% dalla vendita e dal trasporto di greggio o prodotti petroliferi.

Proibite poi vendite, acquisti, trasferimento o esportazione di prodotti di uso duale (civile e militare) e tecnologia da parte degli Stati Ue o dai loro territori, anche attraverso l'uso dei loro aerei o navi, che provengano dai loro territori. Vietati l'assistenza tecnica, i servizi di brokeraggio e la fornitura, la produzione, la manutenzione e l'uso di tali prodotti e della tecnologia a favore dei soggetti colpiti dalle sanzioni. Stop anche alla fornitura di servizi per l'esplorazione e la produzione petrolifera artica e i progetti russi di petrolio da scisto (a meno che si tratti di operazioni di prevenzione urgente o per fronteggiare situazioni che hanno un impatto significativo per la salute umana e la sicurezza dell'ambiente).


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