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RIPRESA?/ L'Eurogruppo ha messo Renzi all'angolo

Pubblicazione:sabato 13 settembre 2014

Pier Carlo Padoan (Infophoto) Pier Carlo Padoan (Infophoto)

Il rapporto deficit-Pil al 2,6% era “un obiettivo compatibile con un quadro macroeconomico diverso, e comunque rispetteremo i vincoli”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, entrando all’Eurogruppo, la riunione dei ministri dell’Economia e delle Finanze dell’Eurozona. E ha aggiunto Padoan: “La Bce ammette che il quadro macroeconomico è molto peggiore di sei mesi fa e c'è l'ovvia implicazione per i conti pubblici”. Ne abbiamo parlato con Antonio Maria Rinaldi, professore di economia internazionale nell’Università di Chieti-Pescara.

 

Professore, che cosa ne pensa di quanto è emerso ieri dall’Eurogruppo?

Mi domando quanto tempo ancora dobbiamo aspettare prima che le istituzioni europee si rendano conto dell’insostenibilità dell’area euro. Prima ci hanno parlato di ripresa, mentre ora ammettono che i numeri parlano chiaro e la situazione del quadro macroeconomico è estremamente deteriorata. Ciò significa che tutto quanto ci hanno detto finora è stato sbagliato.

 

Come valuta l’impegno del nostro governo a ridurre il costo del lavoro?

Sarebbe interessante capire che cosa intenda Renzi quando parla di diminuzione del costo del lavoro. Il premier italiano nell’arco di 48 ore ha fatto due dichiarazioni in contraddizione tra di loro: ha auspicato una diminuzione del costo del lavoro attraverso il taglio del cuneo fiscale, mentre qualche ora prima aveva detto che bisognava seguire il modello costituito dalla riforma tedesca che prevede l’esenzione dei mini-job. Di questi due sistemi uno passa dalla riduzione della tassazione, e l’altro da stipendi più bassi...

 

Secondo lei quale dei due sistemi è preferibile?

L’abbassamento della tassazione che però non è possibile mantenendo i vincoli europei. Lo stesso Padoan ha detto che sicuramente ci sarà una manovra correttiva, proprio per il deterioramento della situazione macroeconomica italiana. La svalutazione dei costi del lavoro con l’introduzione dei mini-job non credo d’altra parte che sia un fatto positivo per i lavoratori italiani, e per gli stessi consumi. Noi dobbiamo rilanciare i consumi interni, quindi dobbiamo in tutti i modi dare alle famiglie la possibilità di avere un lavoro e un reddito, per consentire loro di incrementare i consumi interni.

 

I mini-jobs non possono essere un’alternativa utile alla cassa integrazione o alla disoccupazione?

Non lo nego, ma mi limito a stare a quello che ha detto Renzi, e cioè che vuole fare una riforma del lavoro sul modello tedesco. Ciò che voglio chiedere al premier è se lui sa o no che il modello tedesco include i mini-jobs.

 

Renzi ha ricordato che l’Italia è tra i pochi Paesi ad avere il rapporto deficit-Pil al di sotto del 3%. Quanto conta questo fatto?


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COMMENTI
14/09/2014 - Sorridiamo! Una risata li seppellirà (Luigi PATRINI)

Che la destra non sappia quel che fa la sinistra è ...in fondo un modo di obbedire al Vangelo! Ma che a non sapere cosa fanno le sue due stesse metà sia la stessa persona.... è proprio demoniaco!

 
13/09/2014 - Il vero minijob (Moeller Martin)

Un minijob è un "lavoretto" e non un lavoro sotto pagato. Con un limite di 5.400 euro/anno (450 euro/mese in media) e una procedura semplificata e con versamenti ridotti, offre tutte le tutele sociali quale infortunio, disoccupazione, assistenza medica e pensionistica se necessario oltre al versamento delle tasse. Entro questo importo si applica a quasi tutto: sia a lavori continuativi che occasionali o stagionali, a uno o più minijobs, ad un secondo lavoro in aggiunta ad una occupazione principale o in aggiunta a qualche sussidio o alla pensione eccetera. Fatto salvo il salario minimo che sarà in vigore dal 2015, il minijob non ha nulla a che vedere con la paga. Può essere una universitaria che prende 30euro per aiutare a servire ai tavoli in una pizzeria il sabato sera o una che balla sopra ai tavoli in un night per 100euro l'ora. In conclusione, il minijob è una ottima alternativa al lavoro in nero e infatti è stato adottato in molti altri paesi europei. Per chi vuole approfondire, in Germania i minijob devono essere comunicati ad una apposita agenzia e questo è il link del sito www.minijob-zentrale.de Lascia invece allibiti un professore universitario che non sia in grado o che non ritenga necessario documentarsi con una semplice ricerca in rete anziché scrivere un mucchio di stupidate sull'argomento. L'unica cosa certa è che questo tipo di personaggi sappiano proporre sempre e solo nuovi debiti.