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SPY FINANZA/ 15 ottobre, "ultimatum" all'Italia

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Quanto sta per accadere con il piano della Bce, infatti, non sarà una manovra di stimolo shock, visto che l’aumento dello stato patrimoniale dell’Eurotower sarà limitato e legato a operazioni di acquisto dietro collaterale: il bilancio, quindi, non è un indicatore molto importante, avendo poco implicazioni a livello di politica monetaria. Se si vuole stimolare davvero, occorre comprare sul serio e con il badile: cosa che la Bundesbank non permetterà mai. Il membro del consiglio della Bce, Ives Mersch, ha già negato questa ipotesi durante un discorso pubblico la settimana scorsa e comprare 60 miliardi di covered bonds è come dare un Oki a un malato terminale.

La strada ora si fa davvero strettissima per il nostro Paese e le alternative di intervento sono sempre meno e sempre meno efficaci se la Bce non interverrà seriamente: tagliare ancora i salari e deflettere l’economia per recuperare competitività all’interno dell’eurozona porterebbe subito all’effetto denominatore e farebbe schizzare la ratio di debito/Pil alla stelle sempre più velocemente. L’effetto reflessivo sull’economia del grande malato dell’Europa periferica deve e può darlo solo la Bce: lo farà? Io ne dubito fortemente, anche perché la Germania vuole e ha tutto l’interesse per uno sbarco ufficiale della troika a Palazzo Chigi.

Temo che, ormai, il tempo stia scadendo: abbiamo fino al 15 ottobre per presentare il Documento di programmazione economica alla Commissione Ue, poi sarà ufficialmente commissariamento. E voto anticipato la prossima primavera.

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