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FINANZA/ La vittoria degli speculatori su Draghi

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Data la mancanza di richieste da parte della clientela privata, insomma, non ha senso prendere in prestito denaro anche allo 0,05% previsto dalla Banca centrale europea. A meno che non serva a ripagare debiti precedenti (vedi Ltro, già integralmente rimborsati dalle banche del Nord Europa) oppure, come si può sospettare, non venga girato alla speculazione internazionale per finanziare operazioni di carry trade: mi indebito a basso prezzo per poi investire in titoli in dollari. Come probabilmente accadrà. O già accade.

Non resta che confidare, a questo punto, nelle prossime più energiche mosse della Bce. Purché siano tempestive, requisito che è mancato nell’azione delle Tltro, che avrebbero avuto ben altro impatto se fossero coincise con la fase di pulizia dei bilanci bancari. Speriamo che gli interventi sulle Asset backed securities possano essere più utili, cosa di cui si può dubitare se la Germania insisterà a non estendere l’operazione ai titoli garantiti dallo Stato. In attesa dell’arma nucleare, il Quantitative easing, ovvero l’acquisto diretto di titoli di Stato, l’unica mossa che può dare la scossa a un sistema all’apparenza sano, ma in forte crisi di identità.

Non stupisce che la Borsa abbia reagito con un robusto rialzo alle richieste modeste di prestiti Tltro. È la conferma che, dopo la drastica azione di pulizia dei conti e gli aumenti di capitale, il sistema vive oggi una situazione più equilibrata e sana rispetto a un passato non lontano. Ma questo è il risultato di un forte aumento delle partite incagliate o in sofferenza e di una drastica riduzione degli impieghi. Le banche, insomma, godono di buona salute perché hanno ridotto la propria funzione di erogatrici di credito. Un’ottima cosa per la speculazione, ma non per l’economia.

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