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SPY FINANZA/ Il rally delle banche centrali ci porta verso il baratro

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L'Eurotower di Francoforte, sede della Bce (Infophoto)  L'Eurotower di Francoforte, sede della Bce (Infophoto)

I rendimenti dei bond tedeschi fino a tre anni oggi sono tutti negativi, mentre quello del Bund decennale è crollato a 90.5 punti base, un minimo record, ovvero segnale chiaro che il cosiddetto sell-side del mercato sta prezzando con sempre maggiore forza un possibile programma di QE europeo. C'è però dell'altro, un qualcosa di molto più grave e serio degli scontri tra Berlino e Francoforte: c'è che le banche centrali, al netto di aver distorto il mercato negli ultimi sei anni a fronte del collasso dei volumi di trading su tutti i prodotti cash, oggi hanno preso il posto dei traders di equity convenzionali e sono diventati player diretti.

Stando infatti a uno studio portato avanti dal Nanex, oggi sappiamo che le banche centrali di tutto il mondo trattano direttamente futures dell'indice S&P 500 come gli E-mini, anche nelle forma di opzioni, oltre a operare in trading su tassi d'interesse, TSY e prodotti forex. Ma c'è di più. Le banche centrali sono infatti traders così attivi sul mercato che il CME Globex ha addirittura un suo "Central Bank Incentive Program" fatto apposta per incentivare gli istituti di credito centrali a fornire liquidità ai mercati, limitando gli ordini e addirittura fornendo loro una qualche forma di pagamento - rebate - per il loro disturbo come operatore ad ogni singolo trade che fanno.

Insomma, le banche stampano, comprano dai soggetti fornendo loro liquidità ma operano direttamente anche sui mercati azionari e non solo e la CME li paga anche per operare: siamo alla distorsione del mercato più totale e assoluta. Quindi, la prossima volta che qualcuno venderà un E-minis, dovrà chiedersi se lo starà vendendo alla Bce oppure alla Bank of Japan e forse se stiamo vendendo futures dell'indice S&P 500 direttamente a Kuroda: il mercato non esiste più nella forma del capitalismo classico, ora è tutto mosso dalla mano invisibile della pianificazione centrale, siamo alla versione sovietica della finanza.

E per finire, la ciliegina sulla torta: quale banca centrale, tutte le mattine alle 8 ora di New York, quando il sell-side del mercato si sveglia e comincia a scaricare, fornisce la massiva liquidità operando sui "Metal Futures Contracts (Physicals)" del CME? Per ora questo dato non è disponibile ma sappiamo che c'è chi opera e pesantemente: quindi, anche nel mercato delle commodities di metalli preziosi la manina che muove i prezzi e garantisce liquidità è, di fatto, statale.

Stupiti? Io no, era chiaro che fosse così ma oggi ne abbiamo la prova provata. Dico che era chiaro perché in una condizione di totale divergenza tra andamento dei mercati e sottostanti dati macro come quella attuale soltanto un intervento esterno da parte di un soggetto tanto grande da riuscire a spaventare anche i protagonisti più aggressivi della finanza può giustificare i continui record al rialzo degli indici, al netto di volumi di trading che stanno letteralmente evaporando.

Questi quattro grafici sono la rappresentazione plastica di quanto vi sto dicendo e della condizione in cui stiamo vivendo. Il primo

divergenza tra corsi di mercati e aspettative di crescita


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