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SPY FINANZA/ Il rally delle banche centrali ci porta verso il baratro

Pubblicazione:martedì 2 settembre 2014

L'Eurotower di Francoforte, sede della Bce (Infophoto) L'Eurotower di Francoforte, sede della Bce (Infophoto)

Scintille, questa volte nemmeno coperte dal velo della presunta segretezza. Tra la linea rigorista tedesca e la volontà di Mario Draghi di aprire a misure di stimolo è scontro totale, consumatosi nel corso di una telefonata definita "di fuoco" tra Angela Merkel e il governatore della Bce.

Prima, i fatti: è stato Draghi a chiamare la cancelliera e non viceversa. “Posso confermare che c'è stato un colloquio telefonico, come ci sono di tanto in tanto tra il cancelliere tedesco e il presidente della Bce, Mario Draghi”, ha affermato ieri nel corso di una conferenza stampa il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert, precisando che “è stato il governatore a chiamare la cancelliera”.

Dichiarazioni arrivate all'indomani delle indiscrezioni di Der Spiegel su una telefonata tra lo stesso numero uno dell'Eurotower e la Merkel la scorsa settimana in cui, secondo il settimanale tedesco, la cancelliera avrebbe chiesto chiarimenti in merito alle proposte di Draghi su un maggiore coordinamento tra Paesi sulle riforme economiche. In pratica, la Merkel avrebbe voluto accertarsi che alcuni suggerimenti di Draghi sul miglior uso della flessibilità di bilancio in Europa e sugli investimenti non siano una sorta di marcia indietro sul rigore nei conti pubblici. Ricostruzioni che “non hanno nulla a che fare con i fatti e con la realtà”, ha concluso il portavoce del governo tedesco. Prima di lui un portavoce della Bce aveva già chiarito che il contenuto della conversazione, che non è stato mai rivelato, non ha riguardato lamentele della cancelliera o manifestazioni di dissensi verso il numero uno dell'Eurotower.

Insomma, si ridimensiona la portata dello scontro ma il principio resta: tra Francoforte e Berlino c'è tensione. E il fatto che giovedì si riunirà il consiglio direttivo della Bce potrebbe aver spinto la cancelliera a un'opera di pressione su Draghi, al fine di scongiurare interventi immediati dopo la pubblicazione venerdì scorso del deludente dato sull'inflazione nell'eurozona. A questo punto, non ci sono da attendere novità dal board, visto che prima di valutare eventuali nuovi provvedimenti il direttorio potrebbe voler attendere di verificare i primi effetti delle misure già adottate a giugno, in particolare i nuovi rifinanziamenti agevolati alle banche e vincolati all'utilizzo nell'economia reale (Tltro). E non stupisce che la Merkel abbia sentito la necessità di far deragliare in anticipo i possibili "colpi di testa" che avrebbero potuto tentare Draghi in questi giorni, come ci mostra questo grafico:

Bund negative


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