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FINANZA/ Il "doppio gioco" di Draghi allontana la ripresa

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Se per quantitative easing intendiamo un acquisto aggressivo di titoli pubblici, assolutamente sì. Non pensiamo però che questo abbatta clamorosamente gli spread, i quali scenderanno se i mercati incominciano a credere che tornerà la crescita. Non basta stampare cartamoneta, la crescita la fanno gli imprenditori dalla mattina alla sera con le loro azioni, e a essere decisivi sono gli investimenti e la fiducia. Perché ciò avvenga occorre cambiare le regole che impediscono di fornire un supporto all’economia nei momenti di difficoltà.

 

Perché in questo momento l’Italia è vista come il Paese più a rischio, come erano un tempo Grecia e Spagna?

Gli spread italiani rimangono decisamente al di sotto di quelli greci e vicini a quelli spagnoli. L’intero sistema economico europeo legato all’euro è percepito come fortemente instabile, e in questo sistema l’Italia è il terzo Paese più grande. C’è una crescente preoccupazione anche sulle condizioni della Francia, che è il primo Paese che in caso di difficoltà potrebbe spegnere la luce. Parigi infatti ha un notevole orgoglio nazionale e una cultura spiccata del gestirsi in un’ottica di una Pubblica amministrazione efficiente.

 

(Pietro Vernizzi)

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