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MANOVRA/ "L'asso" dell'Italia per evitare la stangata di ottobre

Pier Carlo Padoan (Infophoto) Pier Carlo Padoan (Infophoto)

Il problema è più profondo ed è necessaria un’iniziativa che vada alla radice del problema. Ciò che occorre è un intervento della Bce che acquisti un’importante quota di debito pubblico, la converta in debito senza tasso d’interesse e sia rimborsata negli anni attraverso le risorse dal signoraggio.

 

Che cosa è possibile fare per favorire la ripresa?

In Europa non c’è la ripresa e a crescere è soltanto il rapporto debito/Pil. Bisognerebbe quindi cambiare le regole dell’Europa, approfittando di questo momento in cui nessuno sta rispettando i patti. Occorre arrivare a un assetto diverso che si fondi su un’azione molto più attiva della banca centrale simile a quella della Fed, cioè a un quantitative easing con acquisti di titoli pubblici e privati. Nello stesso tempo occorre attuare in tempi rapidi una politica fiscale espansiva come quella promessa da Juncker, con regole simmetriche di aggiustamento di deficit e surplus. I Paesi con un surplus eccessivo come la Germania devono quindi correggerlo stimolando la domanda interna.

 

Qual è il ruolo del governo italiano in questo contesto economico?

Il governo italiano deve innanzitutto prendere atto del fatto che se le misure che ho descritto prima non saranno attuate, l’Italia si troverà ad avere ben poche alternative perché la situazione in cui ci troviamo è molto difficile. Dovrebbe immediatamente attuare la riforma della giustizia civile, portarsi al livello degli altri Paesi europei in termini di durata delle cause civili. È inoltre necessaria la riduzione delle tasse sulle imprese, tenuto conto del fatto che in Europa competiamo con un Paese come l’Irlanda che ha un’imposta molto più bassa della nostra. Per arrivare ai livelli irlandesi avremmo bisogno di 50-60 miliardi di risorse.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
20/09/2014 - Quello che manca è il coraggio? (Carlo Cerofolini)

Ma anche a riuscire a variare di qualche zero virgola in positivo non porta da nessuna parte, se non tirare a campare per un po’, dopo di che amen. Quello che invece occorre è abbattere fortemente l’imposizione fiscale (la curva di Laffer sia la guida) sia sulle persone fisiche che sulle imprese e fare cassa mettendo sul mercato - con cartolarizzazioni e con l’intervento della Cdp – i beni immobili pubblici e via andare, fregandosene degli strilli eventuali dell’Ue. Che ci provino a buttarci fuori (magari). Non lo faranno perché a questo punto soprattutto i tedeschi, che lo sanno, ci rimetterebbero. Certo se in una Nazione i governanti il coraggio non ce l'hanno…