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SPY FINANZA/ Cina, "allarme rosso" per i mercati

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Ci sono però dei rischi, sempre connessi all’elefantiaco mercato delle costruzioni, visto che l’industria ha di fatto contabilizzato pagamenti in anticipo come cash-flow da utilizzare: questo porta di fatto con sé un appiattimento dei bilanci e una sottostima del vero grado di leverage su cui si sta operando, con il rischio di nuovi default sui pagamenti di coupon o cedole come quelli registrati la scorsa primavera. Insomma, dopo il Giappone e l’America dei subprime, ora sembra sia giunto il turno della Cina di far deflettere la bolla immobiliare: peccato che le proporzioni siano un pochino differenti. Ma, al netto dei paradossi, la leadership economica di un Paese formalmente comunista pare meno keynesiana e più di scuola austriaca che la Fed o la Bce. Staremo a vedere come andrà a finire questo esperimento. 

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