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"NUOVO" PIL/ Arrigo: "l'aiutino" al Governo lascia l'Italia sul baratro

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Il bonus da 80 euro andrebbe accompagnato da garanzie che non vi sarà un aumento di altre tasse. Occorre un tetto alle aliquote delle imposte comunali, mentre oggi c’è incertezza e ciò fa sì che i cittadini non spendano il bonus perché temono che sarà sottratto loro attraverso altre fonti. Il governo dovrebbe lanciare il messaggio che d’ora in poi le aliquote non si alzano più e che ci si preoccuperà soltanto di abbassarle, incominciando dall’Irpef.

 

Lei si aspetta che al contrario ci saranno degli aumenti di tasse?

No, perché sarebbero del tutto controproducenti e rappresenterebbero il colpo di grazia alla domanda interna. Ma iniziare ad abbassare le tasse non avrà nessuna efficacia, finché non c’è nessuna garanzia che a fronte di quella imposta che si abbassa nessun’altra sarà aumentata.

 

Con Sec 2010 cala anche il rapporto debito/Pil. Questo ci aiuta ad avere meno pressioni dall'estero?

Di fatto grazie alle politiche della Bce, il debito pubblico così pesante non manifesta i suoi effetti deleteri. Il rischio del debito italiano dipende dai tassi che si devono sostenere, quindi se questi sono bassi i rischi si riducono. Oggi il pericolo del debito non c’è, soprattutto perché il costo per rifinanziare il debito è estremamente basso.

 

(Pietro Vernizzi)



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